1000 euro a cranio per i figli del Ministero

Ho appena finito di vedere in tv lo spot del Ministero del Lavoro e delle
Poliche Sociali, in cui si promettono 1000 euro per il secondo figlio.

Già qui ci si domanda se davvero si pensa di incentivare la gente a far
figli con queste balordaggini.

Un po' come le demenziali "pubblicità progresso": come se un alcolista o
un drogato decidesse di smettere perche' ha visto in tv lo spot del
ministero. Ma chi concepisce queste cretinate?

Questa dei 1000 euro a figlio pero' è una trovata che
ricorda gli incentivi mussoliniani per rifornire la patria
di milioni di future baionette. Oggi le baionette sono diventate
consumatori, che servono a "far girare l'economia", come recitava un altro
recente celeberrimo esempio di spot scemo.

Nello spot suddetto (visibile qui
[http://www.welfare.gov.it/Video/1000+euro+secondo+figlio.htm] si vede un
vecchio videogioco di tennis, con la pallina che rimbalza sbattuta sui
muri. La sensazione mi pare
decisamente sgradevole poiché si tende spontaneamente ad associare il
cittadino non al giocatore ma alla pallina.
Pallina che qualche secondo dopo viene presa a violente pallate non più da
uno ma da due giocatori, "perché in due e' piu' bello".

Per curiosita' sono andato a vedere il sito del Ministero
del welfare (sic!) http://www.welfare.gov.it/

Alla voce "consigli x navigare" in alto a destra,
incontriamo subito, nella premessa, il inguaggio criptico e oscuro del
burocratese, ovvero il famoso "terrore semantico" deplorato giustamente da
Calvino:

"A) Premessa. Questo sito è realizzato con un sistema di content
management in conformità alla Circolare del
Ministero della Funzione Pubblica sulle linee guida per l'organizzazione,
l'usabilità e l'accessibilità dei siti Internet della Pubblica
Amministrazione (Circ. n.3 del 13 marzo 2001), che raccomanda la gestione
dei siti con una organizzazione decentrata. Con tale sistema di
pubblicazione il sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali diviene uno strumento di amministrazione condivisa, che attua il
principio di tecnologia organizzativa, in base al quale è possibile
lavorare insieme ad altri, condividere informazioni fra uffici, realizzare
pratiche di integrazione fra basi di dati e tra procedure, fornire il
supporto tecnologico per la realizzazione di servizi evoluti al cittadino.
"

Cosa gliene può fregare all'utente di questa menata?
Mistero. Si torna alla home gia' esausti.

Com'e' la faccenda dei 1000 euro a figlio? "L'assegno pari
ad euro 1.000 (notare "pari ad" invece "di" ndr), di cui
all' articolo 21 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito in
legge ( l. 24 novembre 2003 n. 326, pubblicata sulla G.U. n.274 del
25.11.2003 - S.O. n. 181), è concesso per ogni figlio nato dal 1° dicembre
2003 al 31 dicembre 2004, che sia secondo od ulteriore per ordine di nascita"

qui c'è uno sbandamento: che vuol dire "che sia
secondo od ulteriore per ordine di nascita"?
Non so che gente frequentino quelli del ministero, ma una persona normale
leggendo questo viene colta subito dal dubbio, e devi rileggere
aggrottando la fronte.
Ma ecco la burocrazia avanza inesorabile e non si ferma neanche davanti al mistero della vita:

"Lo stesso assegno è concesso per ogni figlio adottato nel medesimo
periodo. In caso di parto gemellare o plurigemellare, l'assegno è concesso
per ogni figlio secondo od ulteriore. Ai fini dell'ottenimento
dell'assegno la madre del bambino deve:

essere cittadina italiana o comunitaria; essere residente in Italia al
momento del parto del bambino ovvero al momento dell'adozione. Il Comune
di residenza della madre, all'atto dell'iscrizione anagrafica del nuovo
nato o adottato, provvede a verificare il possesso dei suddetti requisiti
e a trasmettere le necessarie informazioni all'INPS ai fini
dell'erogazione dell'assegno".

Col che, una persona sana di mente scappa a gambe levate e rinunzia ai
1000 euro, piuttosto che inoltrarsi nel
ginepraio burocratico del Ministero.