[3 anni dopo] I bambini li guardano

Ciao Elena, ciao lista

Ho letto l'email di Titti che parlava di pubblicità etica. Sono andato a
dargli un'occhiata e ne sono uscito con sensazioni contrastanti. E' vero
che la pubblicità di Amica Chips facile, un po' volgare e che si presta a
doppi sensi che sono imbarazzanti a dover spiegare a bambini, ma è anche
vero che non sono il target della comunicazione e che non si può creare
una comuncazione completamente edulcorata di tutti quegli elementi che
possono disturbare i bambini anche se allettano gli adulti, perché sennò
lo scenario diventa come quell'isola delle eolie governato dai bambini nel
"Diario" di Moretti.

Ben più mostruosa secondo me, ma accettata, è la pubblicità a target
minorile: per me è assurdo, aberrante ed impensabile che in una società
civile si possa permettere a qualcuno di interferire con i processi
educativi scolastici e con l'autorità dei genitori, "solo" per vendere.

Tre anni fa ne parlai qui su Mlist, e riscossi tiepidi consensi con un
generico "E' vero ma che ci vuoi fare". E' incredibile la rassegnazione
con la quale genitori ed educatori -nonché controllori e osservatori-
permettano ad estranei di costruire una cultura posticcia per i bambini,
per imporre loro modelli e riferimenti, a dire loro chi è "in" e chi è
"out" in base alla spesa che uno fa, a quello che uno possiede, infilando
dei "mai più senza" nella testa sempre meno vergine dei nostri bambini, e
portando -come conseguenza ultima- la guerra nelle case e nelle famiglie.

L'occasione di parlarne fu la prima (o una delle prime) uscita delle Bratz
e delle My Scene: ho vissuto e vivo tutt'ora quelle bambole come
un'invasione culturale ostile ed odiosa, che cerca di instillare nella
mente delle bambine italiane ed europee mode e modi che ci sono totalmente
estranei -questo sempre, non dimentichiamolo, per un soldino in più.

Tre anni fa ricevetti delle risposte da parte di professionisti del settore.

Rileggendole anche a distanza di molto tempo provo la stessa sensazione di
fastidio e ribrezzo. Forse drammatizzo troppo, ma penso ci sia una battaglia
-che non dovrebbe esserci- per conquistare le anime dei bambini, ed i
professionisti che affronto non hanno neanche il pudore di evitare di dire
"Noi facciamo i demoni tentatori perché la legge ce lo consente, sono
semmai i genitori che ce lo devono impedire". Ha un senso tutto questo?

I thread su Mlist sono: http://www.mlist.it/archivi/en v/msgid-8822.html
cellulari e minori e http://www.mlist.it/archivi/en v/msgid-12691.html My
scene e bratz.

L'unica cosa che, a mio avviso e per quello che ne so, risolverebbe il
problema sarebbe quella di imporre allo IAP di vietare pubblicità che
abbiano come target minori di fascia fino ai 13 anni, as simple as that,
ri-deviando il focus della comunicazione sui decisori di acquisto come si
faceva anni fa.

Sono, ovviamente, molto conscio per questo obiettivo perchè con i chiari
di luna che sta vivendo il settore se si bloccassero anche gli
investimenti su questo settore industriale sarebbe la morte per qualche
agenzia, però sta di fatto che questo processo per come lo vedo io è
ingiusto e corrotto.

Raffaele Grieco