A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca (forse)

Cari Mlisters,

da "non tecnico" sottopongo alla vostra - disincantata - valutazione
qualche recentissimo estratto dalla stampa:

1. LA REPUBBLICA (on e off-line) 25.2.03

"Campioni di shopping online l'Europa sorpassa gli Usa" di A. Ciancullo
Con uno scatto a sorpresa l'Unione europea ha superato gli Stati Uniti
negli acquisti online. Il sorpasso è avvenuto nell'ultimo trimestre del
2002, quando la spesa su Internet in Europa è cresciuta del 75 per cento
raggiungendo i 16 miliardi di euro contro i 15.8 miliardi degli States. Il
dato emerge da un'indagine commissionata dal Comieco, il consorzio per il
recupero della carta e del cartone. La rincorsa europea sul numero di
utenti Internet era già in atto da tempo (omissis), ma gli Usa stavano
viaggiando, rispetto agli europei, a una velocità doppia dal punto di
vista della spesa: 50 miliardi di euro l'anno contro 25 miliardi. Un trend
che si è improvvisamente rovesciato nella fase legata agli acquisti per il
Natale 2002
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2. LA REPUBBLICA - Affari e Finanza 24.2.03

"Turismo online, un boom da paura" di A.M. D'Urso
Gli operatori del settore sono concordi: l'incertezza attuale dovuta ai
venti di guerra spinge a non rivolgersi più alle agenzie tradizionali ma a
prenotare all'ultimo minuto, una tipica operazione da fare in rete.
Costrursi una vacanza in Internet è sempre più diffuso (omissis). In
Italia il traffico Internet su siti di viaggi e' cresciuto del 15% nel
2002 (dati Nielsen Netratings)
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3. BORSA & FINANZA - 22.2.03

"E-commerce, b2b e tanti guai" di A. Fiorini
Il commercio elettronico è sparito, non se ne parla più, come se si fosse
completamente volatilizzato dopo lo scoppio della bolla speculativa nel
marzo 2000. (omissis) L'Italia non sembra rapita dal fascino del negozio
su Internet, tanto che del commercio elettronico effettuato da consumatori
in Europa, quello realizzato dagli italiani rappresenterebbe il 5% (8% la
stima prevista per il 2007), contro il 33% della Gran Bretagna, il 28%
della Germania, il 9% della Francia. (omissis). Secondo Mate-Forrester
l'Italia avrebbe registrato 650 milioni di euro nell'e-commerce b2c, che
nel 2002 sarebbero diventati 1000-1200
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4. L'ARENA - 26.2.03

"E-commerce? Sconosciuto" di M.Corte
In Italia l'e-commerce rappresenta ancora un fenomeno del tutto marginale,
mentre in altri paesi industrializzati è in atto un processo di graduale
diffusione, osserva lo studio di Eurostat, condotto sulla base dei dati
ISTAT- Rapporto Annuale 2001. (omissis) Un indicatore particolarmente
significativo riguarda la percentuale di acquisto on-line rispetto alla
popolazione attiva. Anche in questo caso l'Italia occupa l'ultimo posto in
Europa con un modesto 1% e non è paragonabile alla percentuale degli Stati
Uniti, dove un cittadino su 10 effettua acquisti online
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Al di là della difficoltà (impossibilità?) di leggere questi dati,
pubblicati praticamente lo stesso giorno e imho del tutto incongruenti, vi
chiedo: faccio male a pensare che, se per Repubblica / Kataweb il web
promette meraviglie e che per (tutti?) gli altri l'e-commerce italiano è
un disastro, qualcosa non funziona? Per Repubblica / Kataweb, intendo...

Grazie per l'attenzione, forza Mlist, luogo di libero pensiero.

Roberto Gentile