A proposito di spam

Un altro "tread" che non mi convince e' quello ricorrente (non solo in
questa lista) che cerca di giustificare lo spamming col fatto che
esistevano ed esistono altre forme di comunicazione "spazzatura", come la
famigerata "junk mail".

Sarebbe come dire che se il fruttivendolo mi ha venduto frutta marcia "se
ne deduce" che il salumiere fa bene a rifilarmi salamini putrefatti.

(Con buona pace delle molte chiacchiere, e quasi zero fatti, sul
cosiddetto "permission marketing").

Certo. Succedeva anche tanti anni fa che ci arrivasse posta indesiderata;
o che qualcuno ci disturbasse per telefono per cercare di rifilarci
un'ennesima enciclopedia, qualche presunta opera d'arte o altre cose di
cui non sentiamo il bisogno. O per invitarci a un importantissimo
convegno a Roccacannucia sul sesso degli angeli o sulle preferenze
alimentari dei lombrichi.

Ma cio' non vuol dire che si debba fare ancora peggio.

Le mie ricerche storiche non sono riuscite a stabilire quando sia nata la
"netiquette" (l'ho chiesto a varia gente, compreso Vint Cerf, ma non se lo
ricorda neppure lui). Pare che i primi documenti organizzati
sull'argomento siano del 1985 (ma dei mali dello spamming, delle "catene
di sant'Antonio", eccetera, si parlava anche alcuni anni prima). Occorre
davvero ritornare daccapo e rispiegarci ancora una volta perche' lo
spamming e' una sciagura?

Con le nuove tecnologie le possibilita' di invasivita' fastidiose si
moltiplicano. I famigerati "premi uno premi due", i sistemi telefonici
che ci somministrano blateraggi commerciali prima di darci il servizio che
cerchiamo ("dato e non concesso" che alla fine si riesca davvero ad
accedere a cio' che volevamo). I servizi online infarciti di robaccia che
rendono quasi irreperibile cio' che ci serve. Eccetera eccetera. Con la
moltiplicazione delle cose che ci irritano e ci fanno perdere tempo, il
fastidio aumenta. E naturalmente aumentano i "vantaggi competitivi" per
chi invece di seguire quella strada perversa riesce a dare un servizio
migliore.

Nello specifico... perche' lo spamming e' ancora peggio della posta
"cartacea" indesiderata? Perche' costa poco e quindi qualsiasi imbecille
puo' divertirsi a mandare milioni di messaggi. Perche' spesso quando
arriva posta indesiderata "cartacea" buttiamo via la busta senza neanche
aprirla (ma anche in quel caso la situazione e' peggiorata, perche' ci
rifilano quintali di blaterazioni nella stessa busta di cose che non
possiamo buttar via, come un estratto conto bancario o una bolletta
telefonica).

Comunque... e' un po' meno facile riconoscere a prima vista un messaggio
spam - e quando si tratta di e-mail e' un po' piu' faticoso sgombrare il
pattume dalla posta in arrivo. Inoltre... per ricevere posta
indesiderata non siamo costretti ad andarla a prendere all'ufficio
postale, mentre in rete siamo "attivi", investiamo il nostro tempo per
esserci, quindi l'invasivita' e' ancora piu' fastidiosa.

Insomma... non si tratta di "giustificare" lo spamming con il cattivo uso
della posta tradizionale, ma al contrario di cercare di capire come si
possa avere meno spreco, meno fastidio, meno invasivita' in tutte le forme
di comunicazione, compresa quella "cartacea" (o telefonica). Perche'
nell'ondata travolgente del pattume rischia di andar perso anche cio' che
ha reale interesse e valore.

Naturalmente queste osservazioni non sono nuove. Ma c'e' in giro molta
diabolica perseveranza... e sembra che ci sia una tendenza a "dimenticare"
e a ritornare continuamente daccapo... quindi repetita iuvant?

Scusate la lunghezza... e ciao a tutti

Giancarlo Livraghi