Amazon e il pay per Home Page (era Imbrogli e pecunia)

Ciao listaroli!

Ho seguito con interesse il dibattito in corso, su imbrogli e
pecunia.....e vorrei intervenire a proposito del dubbio sollevato sul
Amazon.....da G.Livraghi (seguito da intervento di P.Vanossi) che dixit:

Vi risulta che Amazon per fare profitti si sia messa a vendere le
recensioni e valutazioni dei libri o a truccare il "search" facendosi
pagare dagli editori?

Non diciamolo troppo forte...(P.Vanossi)

E invece diciamolo pure, e forte! Diciamolo e ricordiamo anche di cosa si
tratta.

Forse qualcuno di voi ha letto il testo di Robert Spector, "Amazon.com,
Get Big Fast - Viaggio all'interno di un rivoluzionario modello di mercato
che ha cambiato il mondo", ma probabilmente non ricorderete tutti i
dettagli contenuti nel libro, quindi vi riporto alcuni punti che
dimostrano che anche Amazon ha commesso l'errore di un pay per
rank.....non dichiarato (il punto non e' se farlo o non farlo....ma se
dichiararlo quando lo si fa, perche' questa e' la trasparenza richiesta
per essere "eticamente corretti"!).

In uno degli ultimi capitoli, "Passi falsi nelle pubbliche relazioni",
Spector facconta di un passo falso che risale al febbraio del 1999, quando
Doreen Carvajal, che si occupa del mercato editoriale per il New York
Times, rivelo' in un articolo di prima pagina che Amazon.com faceva pagare
agli editori 10.000 dollari per far apparire i loro libri sulla home page
del sito di Amazon. Nella cifra erano compresi inoltre profili e
interviste con l'autore, e ai libri veniva riservato il "trattamento
pubblicitario Amazon completo".

Spector precisa che si trattava di una pratica consueta per la societa',
iniziata nell'estate del '98 in modo piu' modesto, facendo pagare 500
dollari per inserire il titolo nella rubrica "What We're Reading" per 2 o
3 giorni. A quei tempi, Bezos disse: "Se l'editore X ci propone (per un
nuovo titolo) un prezzo piu' vantaggioso dell'Editore Y, e si prevede che
i clienti apprezzino allo stesso modo sia l'uno che l'altro libro, ma
c'e' spazio per metterne uno solo, allora mettiamo in rubrica quello che
ci fruttera' piu' soldi".

Giusto, dico io, per la pecunia, ma e' altrettanto corretto? Io direi di
no, e la mia opinione potrebbe essere irrilevante, diventa pero' rilevante
(eccome!) se condivisa da milioni di lettori del New York Times.....

La Carvajal, infatti, scrisse di aver trovato documenti interni dai quali
risultavano pagamenti per il posto d'onore nella pagina dei "Bestseller"
di Amazon.com, con una serie di trattamenti particolari per rendere piu'
visibile il libro, proprio come fanno le librerie tradizionali, nelle
quali gli editori pagano perche' i loro libri vengano esposi in evidenza
sugli scaffali.

Insomma, lo fanno tutti, perche' non poteva farlo anche Amazon? Semplice,
perche' l'immagine di Amazon.com era diversa dalle tradizionali liberie,
Amazon era la promessa di una "rivoluzione", ed aveva un'immagine (almeno
sino a quel momento) di societa' amante dei libri, ma "cliente-centrica",
di una community costruita su valori piu' alti.....

Le indiscrezioni della Carvajal misero in crisi questa immagine, e la
societa' dovette fare i conti con polemiche e lamentele inviate dai
clienti via email, a fronte delle quali Amazon promise di rivedere il
programma e di COMUNICARE quando e quanto tempo un editore avrebbe pagato
per spazio di rilievo. E Amazon fece di piu', perche' lo stesso Bezos
comunico' alla stampa che "se un libro non rientra nei nostri standard,
non c'e' cifra che possa convincerci a pubblicizzarlo"!

E cosi' trasformo' un evento negativo in un'occasione nella quale
rafforzo' ulteriormente la sua immagine.

Non credo che Bezos ci abbia messo molto a capire la delicatezza della
situazione, e a reagire....... e credo che abbia fatto un ragionamento
legato proprio al profitto, semplicemente considerando che il suo profitto
arriva dal "cliente" e non dall'"editore" (= fornitore), perche' e'
questo il principio di un'azienda customer-centric, giusto?

Dunque, rispettando (con trasparenza nelle informazioni) il cliente, Bezos
ha riportato la situazione a suo vantaggio.
Google fa lo stesso e credo che i risultati parlino da soli......

Un saluto a tutti! :-)
Simonetta

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Simonetta Zandiri
www.strategiedigitali.it
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