Anche "Mkt, il mensile del nuovo marketing" chiude

Dopo "WmTools" anche "Mkt, il mensile del nuovo marketing", diretto da
Francesca Bodini, chiude.

Nella newsletter inviata a tutti gli iscritti, direttore ed editore
adducono due motivazioni principali: "perchè gli uomini e le donne del
marketing che pur si dichiarano interessati e stimolati dalle tematiche
trattate del mensile, sono però riluttanti a pagare l'abbonamento per
riceverlo" e, seconda motivazione, perchè le aziende "ritengono
interessante comunicare le proprie offerte e attività ai 10.000
responsabili marketing cui la rivista si rivolge, ma, al momento di
parlare di pianificazione pubblicitaria, dichiarano senza pudore di non
essere interessati al "mezzo".

Vorrei soffermarmi particolarmente sulla prima delle due motivazioni.
E' un discorso, quello che mi appresto a fare, che vale per tutte le
professioni, ancora di più per quelle inerenti il marketing e la
comunicazione.

Il primo passo per incrementare il proprio valore è quello di aumentare il
proprio sapere. In qualsiasi settore. Poichè marketing e comunicazione
sono attività che abbracciano trasversalmente tutti i campi professionali,
la necessità di restare aggiornati sulle trasformazioni che avvengono è
ancora più avvertita.

Io lavoro in questo settore dal 2000, ho 30 anni, e da quasi due anni ho
una mia attività autonoma. Il primo investimento che ho fatto è stato
l'acquisto di una montagna di libri sul marketing e la comunicazione, il
secondo quello dell'attivazione degli abbonamenti alle riviste più
autorevoli nel settore (con WmTools e Mkt sono arrivato un pò tardi).

I libri e le riviste hanno cambiato radicalmente il mio progetto di
business ma oserei dire la mia mentalità. Il valore che hanno apportato
alla mia vita, sia professionale che privata, non ha prezzo. La conoscenza
è una moneta sociale particolarmente forte: è importante, potente,
essenziale. Perchè trasmette valore.

Tim Sanders, autore del libro-capolavoro "L'amore è la killer app."
scrive: "Se i libri rappresentano il pranzo e la cena, le riviste possono
essere considerate degli spuntini, una specie di versione light delle idee
e teorie."

Spesso si investono grosse cifre in pubblicità e si destinano poche
risorse nell'aggiornamento e nella conoscenza. Forse è il caso di provare
ad invertire la tendenza.

Il secondo passo da compiere, a mio avviso, è quello, una volta acquisita,
di condividerla questa conoscenza. Che ce ne facciamo se ce la teniamo
tutta per noi? Ecco allora, che mailing list, riviste e siti web diventano
importanti spazi di incontro e confronto, senza i quali il marketing e la
comunicazione perdono significato.

Se comunicare significa "entrare in relazione" allora questa relazione
deve trovare uno spazio all'interno del quale esprimersi. Forse con più
abbonati e meno inserzionisti le riviste camperebbero comunque.
Che ne pensate?

Un saluto a tutta la lista.

Massimiliano Capalbo
www.funkyb.it