Ancora COMMUNITIES, quelle vere

Ciao a tutti.

Riprendo dal mio post sulle comunita' virtuali e dall'intervento
successivo di Fabio Metitieri.

Non so... io ho sempre volutamente evitato di definire
esattamente cosa e' una comunita' virtuale e cosa no,
rimandando genericamente a Rheingold. Non credo molto
nelle definizioni, temo che spesso occorra andare un po'
"a naso", valutando caso per caso.

Ognuno si comporta come reputa giusto.

Poi pero', nello stesso articolo, in un'analisi comparativa delle
comunita' virtuali che operano sul web italiano, vedo affiancate tra
loro:

Appunto... una definizione precisa, e poi si accomuna
tutto, in modo disordinato e confuso. Tipico.....

Tipico di cosa?
In ogni caso mi riferivo ad un articolo di Internet News.

Le suddette, cosi' chiamate, comunita' virtuali vengono analizzate
attraverso gli strumenti che mettono a disposizione agli utenti per
incontrarsi e 'condividere il proprio se'': Account di posta, spazio
web, calendario, webchat, IM personalizzato, reminder, sondaggi, ecc.,

Non ho letto l'articolo,

Forse dovresti.

ma mi pare un po' contorto.

A me piu' che contorto sembra raccontare una realta' diversa da quella che
conosco.

Che cosa avrebbero di comunitario, per esempio, i
calendari e i reminder, che di solito sono classificati
tra gli strumenti di office, di desktop, o di produttivita'
personale?

Ripeto, mi riferivo ad un articolo di Internet News, non l'ho scritto io;
articolo che forse dovresti leggere.

L'identita' virtuale, non e' una baggianata:

No, non lo e', hai ragione. Ma dai tempi di The
Well e' passata molta acqua sotto i ponti... oggi
il se' virtuale preferisce cambiare spesso identita'.

Il Well e le cosiddette comunita' virtuali citate in Internet News
adottano due modelli completamente differenti.
Se vuoi ne parliamo, mi sembra uno spunto interessante.
Il se' virtuale puo' cambiare molte volte identita' dipende dalla
comunita'.
I se' del Well sono sempre gli stessi.

Scrive Howard Rheingold nel suo 'Comunita' Virtuali' a proposito dei
MUD: "Perdere il proprio personaggio in un gioco e' assolutamente
terribile.

Correggo una mia imprecisione: Rheingold riporta il pensiero di Richard
Bartle, inventore di alcuni di questi ambienti Multi-User.

Hai saltato qualche passaggio logico. In un Mud il tuo
personaggio ti e' costato settimane o mesi di lavoro....
Io non credo che mi sconvolgerei se qualcuno mi fregasse uno
dei 5 o 6 nick che uso su Talk Talk (ok, so che non e'
tecnicamente possibile... era solo un'ipotesi), dato che
li ho preparati in 5 minuti e che non me li ricordo manco
piu' tutti.

E infatti nella mia mail sottolineavo che si trattava di un caso estremo.
Volevo stressare il concetto.

Secondo Claudio questo sarebbe Rheingold:

E' la cosa peggiore che puo' succedere e la gente ne rimane
davvero sconvolta. Solitamente si dice che si rimane 'sbudellati'. La
parola che usano e' sbudellati perche' e' forse l'unica che descrive
quanto si sta male. Non si tratta di 'Oddio, ho perso il mio
personaggio', come si potrebbe perdere una scarpa e nemmeno come se
fosse un criceto. Assomiglia di piu' a 'Oddio, sono morto'. hanno
ucciso proprio me!' Non: 'Ho perso tutto il lavoro e il tempo e la
fatica', ma 'Sono morto, e' orribile! Oddio, sono morto! Vuoto!"

Scusa.... mi dici la pagina, pls? Forse devo rileggerlo,
Rheingold, qualche passo o mi era sfuggito o non me lo
ricordo. Devo farmelo restituire e riguardarlo. Ma sei
sicuro che Rheingold scriva proprio cosi' male? A me
non sembrava....

Vedi sopra. Pagina 182.

I Mud oggi non sono certo un fenomeno di massa....

E quindi?

Cosi' vado a controllare on line: (non e' la prima volta che lo

faccio),

ore 11.41 - 12 .55 del mattino (non e' indicativo, certo, ma e' sempre
un orario, no?):

Infatti, non e' indicativo. Potevi risparmiarti la
fatica. Se vuoi capire un "luogo" di rete (termine che
preferisco a quello di "comunita'"), devi osservarne prima
gli orari.

Su questo devo darti atto che hai ragione.
ma non potevo attendere la sera! Avevo troppa fretta di dire la mia :-)

Livello di moderazione dei contenuti: zero.
Livello di profilazione: basso.
Livello di attenzione a quello che veramente l'utente vuole
condividere: zero.
Mi fermo qui.

Be', io non ho capito nulla. Dove volevi andare a parare?
Cosa volevi dire?

Che non c'e' una moderazione nell'erogazione del servizio e nella
pubblicazione dei contenuti, che non c'e' una personalizzazione dei
contenuti e degli strumenti di comunicazione e che non si evince un
qualsiasi progetto di mettere l'utente al centro del servizio.

Infatti. Di solito i servizi che hai citato non vengono definiti

comunita'

virtuali. Ma, ammetto, la maggior parte non li conosco.

Allora...

Se dovessi dire la mia, tra i siti sopra citati potrei indicare come
comunita' virtuali vere atlantide.it e clarence.com, anche se in
maniera differente.

Ma Atlantide e' quasi morta.....

Non lo sapevo. Eppure ci lavoravo...

Facciamo allora un esercizio differente: misuriamo il grado di
soddisfazione di un iscritto ad una comunita' virtuale

E come procedi, con questionari?

Per l'appunto sottolineavo che e' uno sforzo da compiere in modo astratto.
Mi dispiace dirlo, ma trovo il tuo modo di discutere e riportare i miei
concetti un po' seccante. Non lo trovo costruttivo, non ne capisco lo
scopo.

Cerchiamo di mettere in condizione le
persone di inter-agire (cioe' tra loro, non con se' stesse).
Allora, sono convinto, vedremo crescere cio' che a noi interessa: il
livello di profilazione e il numero di iscritti (per operazioni di DB
mktg e advertising revenues), le pageviews e i tempi di connessione

(adv.

revenues).

Facciamola piu' semplice, e senza tanta teoria. Dai agli
utenti qualcosa che a loro interessi, un servizio, e li avrai
fedeli.

Facile, no? E non serve neppure una definizione di comunita'
virtuale, per fare questo.

No, si sa che fidelizzare gli utenti e' facilissimo. E' questo forse il
motivo per cui moltissime start-up stanno fallendo in USA, dove sono molto
piu' avanti??

Comunita' in rete stile villaggio vacanze, dunque, con
i Gentili Ospiti che sono stupidi e apatici se lasciati a
se stessi, e con dei Gentili Animatori che devono guidarli? A
parte il costo di un'operazione di questo tipo, sai farmi
degli esempi concreti, di questi "Valtur virtuali"?

Non intendevo questo.

Ma abbiamo qui la tanto osannata (da Luciano Giustini)
"capro espiatorio" di Atlantide, di cui ho seguito con
attenzione l'attivita'.

Chi e' Luciano Giustini?

Io direi che i suoi sforzi sono serviti a poco. C6
e' cresciuto da solo, come servizio, per quello che
offre come servizio. E in modo terribilmente
individualista e pochissimo comunitario. E Atlantide
e' fallita. Lei cosa ne dice?

Dammi del tu.

Sai che Atlantide e' gestita da una redazione di 5 persone che governano
quotidianamente un popolo di animatori cosi' costituito?

  • 8 atlantidi (animatori di massimo grado)
  • quasi 100 atlantis (animatori 'semplici')
  • decine e decine di aspiranti atlantis.
  • Ti assicuro che queste persone lavorano ogni giorno per dare ad atlantide
    la forma e la sostanza di una comunita' reale.
    Poi puo' piacere o non piacere, su questo non ci piove.

    Per scrivere questa email ho impiegato due ore del mio tempo.

    Perdonami la facile battuta, ma forse sei un po' lento....

    No, non era facile la battuta.
    Che ti devo dire? Saro' lento...

    Dedicato a una comunita' che gravita intorno a una mailing list,
    moderata ottimamente da Elena.

    E il segreto del successo sarebbe la moderazione?

    Beh, chiedilo ad Elena, secondo me e' un ingrediente.

    E questa sarebbe una comunita'? Perche'?

    Perche' io la sento cosi'. E per me e' sufficiente.

    Scusa, ma temo di non aver capito nulla o quasi di

    questa tua mail.

    Spero non sia cosi' per gli altri! Avrei seri problemi di comunicazione!!!

    Nota Polemica: basta con i complimenti a Elena. Io
    non dubito che stia facendo un buon lavoro (non mi
    esprimo perche' sono qui solo da una settimana),

    Da come parli sembra che tu sia molto piu' 'di casa'...

    ma queste uscite mi ricordano tanto le lettere
    false che si scrivono le riviste nelle rubriche
    per i lettori (e che in passato ho scritto anche io),
    che devono rigorosamente cominciare con "Innanzitutto,
    i miei sinceri complimenti per la rivista"....

    Non e' cosi'. Mi dispiace.

    Risparmiateci i valzer da salottino, grazie, siamo
    qui solo per discutere.

    Perche' parli per tutti?

    Fallo solo per te. Altrimenti gli altri ti potrebbero smentire. Perche'
    sono qui e leggono. E se la potrebbero prendere.

    Perche' penso che per alcuni di loro questa rappresenti una comunita'.

    saluti,

    Claudio


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