Ancora spamming: una idea

Buongiorno Lista!
(ciao Elli, da quanto tempo!)

Okay, fine saluti. :-)

Premessa: la mail e' lunga e forse anche noiosa e ridicola. Ma la lista
include le "visioni" ed e' quindi lecita, per chi ha pazienza per leggerla
fino in fondo.

Dopo mesi mi rifaccio vivo. Non perche' fossi sparito, ma semplicemente
perche' non avevo nulla da dire. O se avevo qualcosa da dire non ne avevo
il tempo e quindi perdevo il "timing" (ormai la giusta scelta del timing
e' un must anche per le partecipazioni alla lista).

Okay, ma oggi sono qui e la mia quotidiana esperienza di battaglia con la
posta indesiderata inizia a grattuggiarmi la mente (per non dire
qualcos'altro...). E quando mi si pone un problema da risolvere la mia CPU
mentale inizia a lavorare finche' non fonde oppure non trova una soluzione.

Cosi'.... Ho una visione, e la voglio condividere con voi. Io ve la dico e
voi me la smontate (oppure ci pensate su e la considerate fattibile).
Insomma, e' cosi' che funziona in una lista, no?

Okay, riepilogo: la posta indesiderata forse non riempie il mio hard disk
ma di sicuro sta diventando un po' troppa (diciamo che ho un rapporto 1/50
fra posta di lavoro e spam).
Il vero problema non e' lo spam (sul quale sorvolo con velocita' sempre
maggiore e che finisce in modo automatico nel cestino) quanto il
verificarsi dei seguenti due problemi:

  • non tutto lo spam e' effettivamente spam (insomma ogni tanto qualcosa
  • che potrebbe interessarmi c'e')

  • per cancellare velocemente tutto cio' che e' spam talvolta ho cancellato
  • anche della posta che non lo era (okay, forse e' un po' da idioti, ma mi
    e' successo).

    Insomma, va data una regolata, ma come?

    E qui nasce la riflessione: in realta' viviamo in un mondo che rende piu'
    o meno liberi tutti di comunicare apertamente. Se voglio metto volantini
    nella posta, se voglio mi metto a gridare per strada o faccio l'uomo
    sandwitch. Ma se voglio inviare 100 o 1.000.000 di volantini di carta
    impieghero' una quantita' di tempo differente, quasi proporzionale (con le
    dovute riflessioni sulle economie di scala). Non solo: dovro' girare per
    piu' strade, stampare piu' fogli, etc.

    Insomma, il volantino resta una forma di comunicazione gratuita per chi la
    riceve e anche per chi la manda, ma solo in linea di principio. In realta'
    questo sistema di comunicazione incide su delle risorse che non sono
    infinite: i soldi, il tempo, le persone, etc.

    Con la posta elettronica no. Non c'e' differenza fra mandare una mail ad
    un solo destinatario o ad un milione di individui. Fatta la lista, ogni
    spammer puo' inviare mail senza incidere su "nessuna" (e sottolineo
    nessuna) delle risorse esauribili: non gli toglie tempo, non gli toglie
    soldi.

    Io credo che il problema sia tutto qui: se non esiste nessuna differenza
    fra uno o migliaia di destinatari e' evidente che chi vuole promuoversi
    adottera' massicciamente lo strumento. E il peggio deve ancora venire!

    Contro questa piaga non hanno molta efficacia i software antispam, anche
    perche' i sistemi di filtro sono banali oppure troppo rigidi. Insomma non
    risolvono.

    Supponiamo una soluzione diversa, invece. Supponiamo che ognuno di noi
    possa stabilire il proprio filtro indicando una soglia di costo necessaria
    per chi vuole inviargli una mail.
    Solo il mittente che accettera' di pagare quell'importo potra' spedirgli
    posta e tutti gli altri saranno filtrati in automatico.

    Facciamo un esempio. Attraverso questa banale regola stabilisco con un
    plug-in sul mio client di posta che mandarmi mail costa 1 lira. Se tutti
    avessero scelto la stessa mia impostazione gli spammer che vogliono
    mandare 1.000.000 di mail devono pagare 1.000.000 di lire (il dove e come
    pagare lo vediamo dopo).

    Con una regoletta semplice come questa potrei aver fatto fuori un bel po'
    di spammer di basso livello.

    Adesso supponiamo un po' di scenari diversi:

  • ho messo una soglia di 1 lira e mi arrivano ancora mail che mi scassano.
  • Alzo la soglia a 2 lire e vedo che succede. A quel punto la posta
    promozionale pagata 1 lira non mi arriva e solo quella di chi accetta di
    pagarne 2 mi arrivera'.

  • la mia soglia puo' essere diversa da quella di un altro. Volete mandare
  • mail promozionali a Elena Antognazza? Beh, il programma vede la sua soglia
    e vi comunica che se volete che lei riceva (non legga, solo riceva) vi
    costera' 5 lire. A quel punto scegliete e se la mail che dovete mandare
    vale quella cifra (per voi che la mandate) allora procedete, senno' pace.

  • la vostra soglia segue il vostro rapporto con la posta. Ne volete tanta
  • e anarchica? Non mettere filtri. Ne volete poca e selezionata? Alzate la
    soglia.

  • volete che il costo incida solo verso le persone che non conoscete?
  • Bene, basta dire al vostro client che i contatti gia' acquisiti comunicano
    gratis (come succede adesso). Quindi posso dire che la posta di mlist la
    voglio e non deve costare niente ne' a me che la ricevo ne' a chi me la
    manda (and so on).

    Alcune delle cose che mi piacciono di questa idea sono:

  • il fatto che e' progressivo e scalabile. In altre parole non e'
  • necessario che tutti adottino il sistema e chi non vuole soglie puo'
    continuare a vivere come ora (e beccarsi tutto lo spam che c'e' in giro).
    Ma il bello e' che il sistema vincola chi spedisce e libera chi riceve.

  • il fatto che ogni regola e' mutabile e personalizzata. La soglia del
  • costo ognuno se la sceglie e puo' essere 0 (per gli amici) e alta per chi
    vuole scassarmi l'anima.

  • il fatto che l'e-mail resta cosi' uno strumento potentissimo di
  • comunicazione (veloce e potenzialmente gratuito) ma senza avere le rogne
    della gratuita' (lo spamming, appunto). Potrebbe essere anche piu'
    conveniente del volantino (che costa ben piu' di 1 lira) ma senza essere
    totalmente gratuito (addirittura potrebbe bastare una soglia di 0,1 lire
    per contenere il fenomeno).

    Ultima osservazione: ma i soldi di chi invia mail a chi vanno?
    Io non li farei andare ai destinatari. Se potessi scegliere io li
    ripartirei in questo modo:

  • un 30% ad un fondo di sviluppo delle infrastrutture tecnologiche,
  • detassazione degli investimenti sull'e-commerce e altre cose che servono
    alla Rete.

  • il restante in beficenza.
  • Cosi' ogni volta che creiamo un filtro aiutiamo anche Internet a crescere
    o facciamo un po' di bene (che non guasta mai).

    Restano i dettagli tecnici, tipo un pagamento in anticipo degli importi
    destinati alla corrispondenza elettronica o degli addebiti automatici
    (tipo francobolli elettronici), la verifica a prova di contraffazione
    dell'avvenuto pagamento, etc. Insomma, c'e' da lavorarci su e non e' detto
    che sia semplice. Ma il beneficio ricavato e' per tutti, se funzionasse.

    Se vi sta venendo in mente la bit tax di qualche anno fa, non c'entra
    nulla. I soldi sono i nostri e servono per autoregolamentare il fenomeno,
    non per alimentare le casse di qualcuno.

    Okay, l'ho detta.
    Smontiamo l'idea.

    Buon Lavoro
    Piero


    Piero Intonti | Team Manager
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