Ancora sulla Musica on Line (qualche dato)

Buongiorno Elena Buongiorno Lista,

Dico la mia su questo tema che ha tanto appassionato la lista.

Leggo ora che la tanto vituperata rete che sembrava dover essere l’inizio
della fine per il business delle Major discografiche si sta rivelando come
la scialuppa di salvataggio delle suddette.

Dal Digital Music Report 2006 emergono infatti dati interessanti; numeri
alla mano la musica “legale” on line ha fatturato 1,1 miliardi di dollari
nel 2005, (questo dato accorpa sia i download da internet verso pc sia
quelli verso device evoluti e portatili), il cosiddetto segmento mobile,
composto da tutti quegli handlet in grado di scaricare e riprodurre brani
musicali in formato digitale (Oltre 400 milioni di dollari), sono inoltre
cresciuti esponenzialmente i servizi di vendita on line nel 2005 sono
diventati 335 con un aumento di quasi il 600%.....

Interessante mi pare il parere espresso a riguardo da Anssi Vanjoki
General Manager della Divisione Media di Nokia il quale sostiene che
l’impulso verso il mobile entertainment sia ormai inarrestabile e ipotizza
che a rilanciare la Musica sarà si l’on line ma che il ruolo dominante del
download su pc sarà scalzato dai terminali mobili di terza Generazione in
grado oltre che di scaricare in tempi molto rapidi i file dalla rete
anche di riprodurli con una qualità audio eccellente e di archiviarli in
memorie sempre più grandi.

Una rilevazione del manager Nokia riguarda la tipologia di file scaricato,
infatti a trainare il download legale sono ad oggi soprattutto le
suonerie, la cui qualità audio non e’ eccelsa (e ci mancherebbe!) e le
dimensioni sono ridotte.

A fronte di questi assunti alcune riflessioni:

* Il ritardo delle major e le recriminazioni sulla crisi del settore non
sono giustificabili e soprattutto, ad oggi sono le Telco che si stanno
prodigando per trovare nuovi VAS che garantiscano margini significativi su
target estesi e non i diretti interessati.

* Probabilmente non e’ un caso che tra i pionieri del downloading legale
ci sia stata Apple, che viene da un settore totalmente diverso e che da
sempre si focalizza sulla soddisfazione profonda delle aspettative
estetico simboliche dei clienti.

* Un pricing concorrenziale, sia la proposta sia di brani full lenth sia
di album arricchiti con contributi multimediali inediti concorrono sia a
soddisfare pienamente il cliente ed a fidelizzarlo.

* Il sospetto e’ che se le etichette non decideranno di rimettersi in
gioco ridiscutendo i “pesi” dei canali di vendita e se non cercheranno di
creare valore aggiunto, mettendosi nei panni dei clienti saranno tagliate
fuori dal “loro” settore da una concorrenza intersettoriale sempre più
agguerrita.

Un caro saluto

Christian J. J. Setti
chris@bluevenom.it
www.bluevenom.it