Anno 2001, fuga da Napster

Napster s'appresta dunque a far pagare la musica, e gia' si profila un
esodo di massa degli utenti verso lidi piu' ospitali (leggi gratis).

E' chiaro che il geniale sistema inventato da Shawn Fanning verra'
prontamente adottato, opportunamente "aggiustato" per aggirare problemi
legali, da altri che cercheranno di accaparrarsi l'eredita' di Napster.
La musica in rete gratis ha scardinato definitivamente, credo, il vecchio
sistema di distribuzione.
L'industria discografica cerchera' di metterci delle pezze, ma ormai la
strada e' segnata.

Se non si troveranno sistemi legali, facilmente nasceranno "sistemi
alternativi" con cui continuare tranquillamente a scaricare musica gratis,
cosi' come avviene per qualsiasi software commerciale di cui e' possibile
trovare in rete versioni piratate, o il "crack" per levare le protezioni
dai programmi demo.

Su Punto Informatico [ http://punto-informatico.it/p. asp?i=35304 ], a
firma di Massimo Mantellini, si legge che "gli italiani sarebbero, fra i
navigatori europei, i più affezionati a Napster. Secondo una ricerca
appena pubblicata da Jupiter Media Metrix
[http://it.mmxieurope.com/press/releases/20010302.jsp], gli internauti
della penisola sono secondi solo agli spagnoli in tempo di utilizzo del
sistema di file swapping inventato da Shawn Fanning, oggi al centro di
complicate battaglie legali. Gli italiani si collegano a Napster il doppio
degli inglesi e un terzo in più di francesi e tedeschi. Come mai?"

Per quel che mi riguarda, che gli italiani si colleghino massicciamente a
Napster non mi meraviglia affatto, e la ragione a mio parere e' molto
semplice: la musica da noi costa troppo.

In ogni caso, l'aspetto piu' interessante di tutta la vicenda mi sembra
proprio questo, e cioe' il fatto che anche la musica, come la pubblicita',
si trova davanti a un mezzo nuovo, come internet, con cui fare i conti.
E non sono conti facili.

Si cambia musica insomma, volenti o nolenti.