Arriva Esselunga online

Qualche settimana fa, una società che appartiene allo stesso Gruppo della
società per la quale lavoro, ha convocato una riunione interna.

Oggetto uno scambio di idee su come impostare una campagna pubblicitaria
per rilanciare un sito di ecommerce.

Dopo le solite battute e i convenevoli, sono bastati pochi minuti per
rendersi conto che nessuno dei presenti (4) aveva le idee ben chiare su
che cosa offre il sito.

Eppure siamo perfettamente “in target” secondo i parametri
sociodemografici.

Eppure siamo tutti utilizzatori della rete.

Eppure ognuno di noi ha effettuato acquisti di varia natura, anche
rilevanti, via internet.

Eppure la società aveva già investito una quindicina di miliardi in una
campagna off-line.

Niente.

Non eravamo in grado di descrivere con chiarezza che servizio/prodotto
offre il sito.

Qualche giorno fa, attraverso una persona che conosco, ho scoperto che
Esselunga ha iniziato a vendere online. Per ora il servizio è attivo a
Monza e Villasanta ma è già annunciata l’imminente copertura di Milano.

Mi domando cosa faranno ora i siti che offrono questo tipo di servizio.
Sui motori di ricerca ne ho trovati diversi.

exedo.it
gnamoline.it
iovorrei.it
prontospesa.it
spesaincasa.com
spesaonline.com
spesatua.it
volendo.com

Indipendentemente dalla qualità del servizio che questi siti possono
offrire, la battaglia è ardua per ognuno di loro.

Per coloro poi che hanno scelto un nome bizzarro – che diventa la marca –
è ancora più difficile.

Identificare un nome che diventi una marca è difficile e complesso.
Perché tante società continuano a farlo con leggerezza e superficialità?

Paco Durazzano
Young&Rubicam 2.1