Avatar e altro

Ciao a tutti,

bene, sugli avatar, colgo l'occasione per
farmi di nuovo pubblicita':

Metitieri, Fabio - Manera, Giuseppina. Dalla
email al chat multimediale
, Milano: Franco Angeli, 2000.

dato che a quanto pare qui non lo conosce nessuno
di quelli che intervengono su comunita' e avatar
(e non solo qui... mi domando chi l'ha comperato
e come ci e' arrivato.... eppure ha venduto, bo'...)

Sandro:

Sarebbe bello però intodurre nella discussione anche considerazioni
sulla potenzialità di questi strumenti,
in particolare della chat e dei messanger, e non tanto
per le comunity di cui già se ne è parlato a
suffcenza, ma nell'ambito B2B o di comunicazione
aziendale.

Per me e' presto detto. Utilita' quasi nessuna.

Per il business, un avatar serve solo a surrogare
la videoconferenza, quando la banda non e'
sufficiente.

Ed e' in questo senso che e' stato implementato
per esempio Joe Face da Cselt (adesso Telecom
Italia Lab), gia' tre anni fa, se non sbaglio.

Un ottimo prodotto, se vi capita di trovare una
demo in qualche salone dategli un'occhiata.
Sfrutta Mpeg 4. Prende delle foto del viso di
una persona, ne elabora un modello tridimensionale
e lo usa per animarne la bocca seguendo le
parole che vengono pronunciate. Ottimo effetto,
e in multiconferenza consuma solo un paio di
centinaia di Kbps.

Non immagino altre applicazioni valide. I robottini
usati per il B2c hanno successo solo se sono
divertenti, come dei giochi. Per esempio, aveva
avuto un discreto successo il Dusty di Black
and Decker (devo ancora avere una sua immagine,
da qualche parte, se qualcuno la vuole), molto
puntato sull'intrattenimento (peraltro smantellato
dopo pochi mesi), mentre non hanno mai preso piede
gli help desk in 3D "seriosi" (ne ricordo uno di Echo,
l'ex servizio informativo della Cee, che era durato
pochissimo).

Insomma, se non surroga il volto di una persona reale,
realmente presente in quel momento, e se non e' un
gioco, un avatar non interessa. Ovvio che invece va
benissimo nel chat non business, dove il travestimento
o l'interpretare personaggi diversi sono delle modalita'
di interazione, e di fatto sono alcuni dei possibili modi
per comunicare.

Quindi, le poche esperienze che ci sono state
finora (per lo piu' tra il '97 e il '98, poi
per alcuni anni treddi' e avatar sono stati un po'
abbandonati), direi che dimostrano che gli utenti o
clienti non si sentono a loro agio a parlare con un
personaggino automatico. D'altra parte, gia' indispone
un servizio di riconoscimento vocale al telefono...

Qualcuno conosce casi di successo in cui sono stati
usati avatar?

Altro. Jovannnotti, visto che me l'hanno gia' fatto
notare in tre o quattro, l'avevo scritto giusto. Non
solo. Ho provato anche Lorenzo e Vasco Rossi, ma anche
il Vasco spesso non c'e'. Piu' che cataloghi, alcuni
sembrano raccolte non dichiarate di offerte speciali.

Altro ancora. Sullo skip di fronte a Flash, credo
che sia un comportamento comune a tutti. Le animazioni
divertono la prima volta che le si vedono, poi vengono
vissute solo come un'inutile perdita di tempo.

E a proposito di troppa grafica, sarei molto
curioso di avere il vostro giudizio sul sito di
Webegg (www.webegg.it), sul quale ho dovuto cercare
informazioni di recente, e che a me pare, per
quanto fatto da massimi esperti, confuso e molto
scomodo da usare. E neppure particolarmente elegante
o esteticamente piacevole.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)