B2B2C continua...

Ciao a tutti.

Il poco tempo ormai mi obbliga a seguire solo pochissimi topic.
Questo non lo potevo perdere.

** Premessa:
numeri, numeri, numeri.
Sono stati dati molti, anzi moltissimi, forse troppi numeri, di
crescita, di esplosione, di evoluzione, di miracolo.
E qui ci troviamo tutti d'accordo ma con il senno di poi.
Però a quel tempo erano in pochi a dire ..... "Queste previsioni sono
assolutamente impossibili"
Tutti ci credevamo o volevamo crederci.

** Considerazioni:
B2C
La crescita nell'e-commerce c'e', non si può negare.
Lenta ma c'e'.....
Ma spesso l'e-commerce viene fatto male, molto male.
Spesso (sempre) l'e-commerce viene considerato solo come puro fattore di
transazione....
dimenticando la lunga catena del valore pre e post transazione.

Usabilità dei siti sbagliata, comunicazione complicata, credibilità
delle aziende on-line prossima allo zero, percezione digitale per alcuni
prodotti impossibile, relazione con il cliente e cura del cliente
post-vendita una chimera .....

B2B
Mah! In Italia?
Vi vedete il Signor Brambilla che compra i tondini di ferro in un
Marketplace inutilizzabile (è un esempio, non sto facendo alcun
riferimento)?
O il Signor Caccamo che utilizza un Gray Market Facilitator o un Spot
Buying/ One off Marketplace (a proposito, sarà il caso che glieli si spieghi a
questi signori i vantaggi dei Marketplace e come questi si differenziano
come modelli di trading, cercando di ridurre le terminologie come quelle
che ho poc'anzi citato).

Per poi non parlare dell'inesistenti utilizzo delle leve delle Business
Virtual Community. I signori che fanno Markeplace, non conoscono
minimamente il principio logico della legge di Metcalfe.
Però ci si lamenta e ci si meraviglia quando si leggono le previsioni
funeree di Forrest che per il 2005 prevede solo 181 Marketplace.

**Di chi è la colpa?
Di tutti.
Dei "consulenti" che non sanno comunicare al Signor Brambilla cosa
significa fare e-commerce e cosa implica reingegnerizzare una azienda
per l'on-line Dell'informazione che non fa sapere che l'acquirente è
stra-tutelato sulla propria carta di credito (il c.d. ripudio)

Della cultura di impresa inesistente e non attenta alle evoluzioni alla
nuova frontiera del mondo digitale

Della mala fede (sia in un senso che nell'altro) degli organi di
informazione che cavalcano questa o quell'onda

Della community degli specialisti della rete che parlano e utilizzano
termini incomprensibili e misteriosi al Signor Brambilla, che magari sta
navigando sulla rete e non capisce o non trova le informazioni
necessarie per cominciare a "vivere" il mondo digitale.
Di..... beh, insomma, sono tante le componenti.

Il problema è estremamente complesso.
Ma non bisogna affrontarlo nella sua complessità, ma nelle singole
componenti, cercando di scalzare ogni barriera, una alla volta.

Scusate, forse sono state un pò brusco, ma questo argomento mi sta
particolarmente a cuore e sul quale sto lavorando con il mio progetto
ormai da quasi un anno.

Parlare, far capire, informare le imprese e i consumatori.
Da qui il commercio elettronico può veramente partire.

Ciao
Luca De Nardo - luca@i-dome.com
http://www.i-dome.com/ - Il portale sul Commercio Elettronico per le PMI