BankPass Web e il marketing delle banche

Salve Elena, salve lista.

Sotto Natale siamo tutti più buoni, per cui vi delizio di un freschissimo
esempio, stupefacente, di come sia facile perdere clienti da parte di
un'istituto di credito (niente nomi per carità divina...) che vorrebbe
dare più servizi (forse) ma non sa comunicarlo (sicuramente).

Antefatto: tra i tanti progetti in corso ci occupiamo anche di e-commerce
con un sito enogastronomico su cui proponiamo sia contenuti redazionali,
sia un catalogo di vini e prodotti tipici. Dopo i primi anni di
"apprendimento" dal vivo (siamo particolarmente stupidi, quindi ci abbiamo
messo tre anni, peraltro vedendo morire molta gente più furba di noi),
decidiamo qualche mese fa di compiere il grande passo: introduciamo tra i
mezzi di pagamento online anche le principali carte di credito e il
PagoBancomat. Consultiamo l'elenco di banche aderenti al servizio BankPass
Web (che abbiamo scelto per i costi continuti e la completezza della
copertura di mezzi di pagamento offerti ad oggi) e che bello... c'è anche
un istituto a cui ci eravamo rivolti per certe pratiche legate a
finanziamenti agevolati proprio per questo progetto.

Lasciamo perdere che per riuscire ad ottenere un co-finanziamento serva
offrire una fidejussione bancaria per una somma pari al cofinanziamento,
che la banca ci chiede sia garantita totalmente da titoli di Stato o
liquidità (ed essendo questo cofinanziamento pari al 50% delle spese
sostenute significa, di fatto, poter impegnare il 150% della liquidità
originariamente prevista, finchè il cofinanziamento non viene erogato),
talchè abbiamo alfine lasciato perdere la richiesta di cofinanziamento e
proseguito con le nostre sole forze. Il bello arriva qualche giorno fa,
quando una cortese mail dell'istituto ci informa che dal primo gennaio non
saranno più aderenti a BankPass Web. E che pur garantendo con un
differente servizio i pagamenti "Verified by Visa" e "Secure Code di
Mastercard", non ci sarà più la possibilità di utilizzare il wallet di
BankPass Web nè il PagoBancomat come mezzo di pagamento.

Ora, se non fosse che la suddetta carta di debito ha qualcosa come 19
milioni di titolari in Italia, la mail sarebbe solo un esempio di
marketing deficiente (nel senso di deficitario: mi mandi una mail dicendo:
tra dieci giorni ti cambio il servizio ma non mi hai mai detto "tra due
mesi potrebbero esserci miglioramenti", "tra un mese ci sarà una gradita
novità" etc etc... per la serie se ti piace è così sennò problemi tuoi, io
non ti preparo all'evento).

Invece è una notevole seccatura che rischia di
compromettere la redditività di un progetto di e-business (salutare tutti
i titolari di carta PagoBancomat non mi pare proprio indifferente rispetto
alla possibilità di averli nell'universo dei clienti potenziali) e
pertanto mi comporta di cambiare istituto, cercandone un altro che mi
offra tuttora questa possibilità.

Libero ognuno di fare le scelte tecniche e commerciali che ritiene più
opportuno, ma quando noto che persino la filiale che mi ha seguito passo
passo nell'ultimo mese (ossia da che avevamo chiesto di aderire al
servizio) non era informata della "novità" e anzi riteneva (in buona fede
suppongo) che "al 90% dovremmo lasciare l'opzione se continuare ad
utilizzare il servizio o meno per tutti i contratti già firmati, come le
confermerà un collega della direzione centrale che la chiamerà in
giornata", salvo che il collega della direzione centrale mi chiama sì, ma
dice "no, è chiaro, dal primo gennaio si cambia"... mi viene qualche
sospetto sulla fine che faranno la maggior parte degli istituti di credito
italiani e i loro brillanti markètting manager (pronunciare alla
Chiambretti, please) appena lasceranno entrare due spifferi di concorrenza
anche in Italia, anzichè piangere per l'invasione straniera.

Che forse se fosse avvenuta una decina d'anni fa avrebbe consentito anche
a noi italiani di partire con qualche concreto progetto di e-business (e
non solo) assistiti da operatori creditizi professionali e competenti... o
siamo solo noi ad essere stati particolarmente "fortunati" nell'occasione?

Buon Natale e Buon 2006 a tutti.

dott. Luca M. Spoldi, Cefa*
Amministratore Unico 6 In Rete Consulting Sas
*Certified EFFAS Financial Analyst, socio AIAF


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