Black list e Database

Ciao a tutti,

eccomi qui dopo un'influenza e qualche tonnellata di lavoro arretrato! Mi
scuso con tutti se ritiro fuori argomenti ormai chiusi, ma mi sembra il
minimo ch'io possa fare, visto che qualcuno mi aveva fatto domande dirette.
Rispondo a punti per rendere più agevole la lettura:

1) OUTSOURCING PER L'INVIO DI MAIL (rispondo a Luca)
Le società che operano in outsourcing non sono "società tipo chi sappiamo
noi", ma operatori professionali che forniscono ai propri clienti delle
piattaforme (le migliori in formato ASP - ovvero fruibili via web) per
l'invio, la gestione e la monitorizzazione di campagne d'e-mail marketing.
Tali operatori, grazie ad accordi con ISP locali (quali ad esempio Libero)
e con i più importanti gestori di black list, dimostrano di non fare
spamming ed avere policy adeguate per diventare Whitelisted.
Tutti i clienti di queste società in outsourcing spediscono utilizzando le
loro piattaforme e quindi il mittente risulterà la società di outsurching
stessa; tali comunicazioni non verranno bloccate, proprio grazie al fatto
che il vettore delle mail è whitelisted.

2) COME DIVENTARE WHITELISTED? (rispondo alla domanda di Matteo) Premetto
che una whitelist è una garanzia in più, ad uso del mittente, per evitare
che le proprie mail vengano considerate spamming.
Il primo passo per diventare whitelisted è quello (guarda caso!) di non
essere blacklisted, quindi qualora si abbiano problemi con delle black
list, bisognerà inizialmente contattare i gestori e dare garanzie tali che
li convincano a togliervi dalla black list (dimostrare di non fare
spamming, parlare delle proprie policy aziendali e di come vengono
trattati i dati, ecc.). A questo punto il procedimento sarà il medesimo
anche per entrare nelle whitelist.

In ogni caso se, come nel caso di Mlist, s'inviano mail solo a persone che
ne abbiano esplicitamente fatto richiesta, il passaggio è inutile.
E' utile, invece, qualora siate stati ingiustamente accusati di spamming;
in ogni caso ricordate che queste operazioni posso anche richiedere mesi...

3) DATABASE
Continuiamo a parlare di database e da questo argomento sono uscite le
idee più disparate.
Suddividerei il discorso in tre:

a) DATABASE COMPRATI (rispondo a Paolo)
quando si acquista un database è impossibile sapere a priori quanto questo
sia valido, in linea di massima conviene acquistare database da operatori
qualificati. I costi saranno sicuramente più alti, ma i richi
decresceranno notevolmente.
Contrattualmente non si può richiedre alcuna garanzia specifica, se non
quella che i destinatari abbiano acconsentito alla ricezione di materiale
pubblicitario.
Attenzione però: i destinatari non hanno acconsentito a ricevere
informazioni da voi, bensì materiale pubblicitario e per questo potrebbero
ugualmente risultare infastiditi dai vostri invii.

b) DATABASE CREATI IN AZIENDA
Questa non è affatto la soluzione casereccia, bensì quella più sicura e
che permette di ottenere i maggiori risultati.
Crearsi un proprio database è un lavoro lungo e tedioso, ma permette di
creare un database di persone realmente interessate alle nostre
comunicazioni.
Considerate che l'E-mail Marketing ha i ritorni più alti soprattutto per
le campagne di fidelizzazione e quando vengono fatte offerte indirizzate a
clienti già acquisiti; avere un proprio database profilato è una cosa
molto importante e permette di avere ritorni decisamente migliori.

c) info@...
Avete parlato spesso di elenchi generici, come infoimprese o Pagine
Gialle, volevo comunicarvi che gli indirizzi mail o i numeri di fax su
questi elenchi NON sono liberamente utilizzabili (a tale scopo potete
connettervi a www.garanteprivacy.it e leggervi il d.lgs. n 196/2003).
Inoltre è importante che notiate quanto segue: si viene considerati
spammer non solo qualora si superino determinati punteggi legati alla
struttura e stesura della mail, ma anche per la composizione del proprio
database.
Considerate che un mailing nel quale più del 20% dei destinatari ha un
generico info@... rischia di essere considerato spamming.
Questi sono tutti piccoli accorgimenti, che non è detto risolvano il
problema, ma di sicuro permettono di migliorare la qualità del mailing.
In conclusione: se si utilizzano indirizzi mail trovati su elenchi
pubblici e quindi senza il consenso del destinatario, si fa spamming.

4) I COSTI DI UNA MAILING LIST (rispondo a Nicola)
E' importantissimo non fare economia sull'acquisto di database, in quanto
come in ogni cosa anche qui con poco si ottiene poco, ma in questo caso si
rischiano sanzioni penali, qualora si venga accusati di fare spamming.
Se avete budget limitati vi consigli di affidarvi ad operatori che
gestiscono quotidianamente l'invio di DEM a proprie liste di utenti
profilati, questo vi permetterà di farvi pubblicità anche a costi
abbastanza contenuti. In questo caso, però, non otterrete il possesso
della lista.

Per favore non attaccatemi tirando fuori il caso Buongiorno! Innanzitutto
la presunta colpevolezza non equivale alla colpevolezza (diamo a
Buongiorno almeno il beneficio del dubbio) ed inoltre, qualora i sospetti
risultassero fondati, se si trova una mela marcia nel cesto non significa
che lo siano tutte.

Mi scuso per esser stata prolissa e mi auguro vivamente che quanto vi ho
scritto risponda ai vostri dubbi.
Ciao a tutti,

Mirna Pacchetti
Product Manager
MessageREACH, Campaign Management and VoiceREACH

XPEDITE Systems srl
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