Captain Crunch e il seme della creatività

Il desiderio irresistibile di scrivere queste righe nasce dalla lettura
dell'editoriale di Ernesto Damiani su Internet News di Marzo.

Lo spunto viene da una notiziola su John Draper, il mitico Captain Crunch,
amato alla follia da noi ex smanettoni antagonisti per il suo genio
dissacrante e indipendente, se non altro perchè ci insegnò (ma non solo
lui naturalmente) che con un po' di inventiva, di fantasia e di ironia si
poteva fare molto anche contro avversari ben più potenti di noi.

Fu l'inizo di una stagione creativa bellissima e brevissima, ma quel seme
una volta gettato ha continuato a germogliare e tutt'ora germoglia anche
se in giardini un po' nascosti.

Bando ai ricordi, ciò che mi preme sottolineare è questo passo del testo
di Damiani:

*... Io sono convinto che l'abbia già fatto abbondantemente (sta
parlando di Draper, ndr), fornendo a migliaia di giovani di tutto il mondo
una chiave di lettura diversa delle tecnologie della rete, viste come
gioco e sfida intellettuale e non solo come business. Senza l'attrazione
di questa sfida, Internet si riduce ad essere un gran centro commerciale e
l'interesse dei giovani per l'innovazione tecnologica è destinato ad
affievolirsi. *

Pensate a come negli USA si stanno studiando geniali sistemi per aggirare
la sentenza sfavorevole a Napster, invece di stracciarsi le vesti in
maniera improduttiva come si usa fare dalle nostre parti per celebrare la
perduta libertà.

Io vedo oggi piccoli geni e giovani con grande fantasia e creatività
umiliati a svolgere attività senz'anima e senza futuro in nome di una
visione miope e restrittiva delle potenzialità che abbiamo per le mani e
che sta portando a tanti disastri (finanziari) annunciati.

Qui mi fermo per non annoiare, cercando di dirottare altrove la tempesta
di parole che si sta abbattendo sulla mia tastiera.
Scusate il tono nostalgico.

Saluti a tutti.

Stefano Govoni