Caselle postali e privacy

Spett. Mlist ed iscritti,

seguo da tempo (e con interesse) gli argomenti che trattate
quotidianamente. Ho notato che il tema della privacy è spesso motivo di
riflessioni.

Colgo l'occasione per segnalarvi un fenomeno alquanto anomalo per la sua
ambiguità.

Su un quotidiano locale (scrivo da Brescia), 7 giorni su 7 vengono
pubblicati da parte di fantomatiche aziende (o chissà chi, in realtà),
annunci con offerte di lavoro tra le più disparate, ove però viene
indicato, come unico recapito utile per l'invio dei curricula, una anonima
casella postale ed omessa la ragione sociale dell'azienda. In questi
annunci viene anche espressamente richiesto agli eventuali interessati di
fornire l'autorizzazione al trattamento dei dati personali. Idem dicasi
per molti annunci pubblicati anche da altri quotidiani e periodici.

Poichè la legge 675/96 consente nel tempo di richiedere l'aggiornamento o
la cancellazione dei propri dati per i quali si è fornita
l'autorizzazione, come potrà mai essere esercitato questo diritto da parte
di un cittadino che si ritrova come unico interlocutore una casella
postale, che nel frattempo è stata magari pure rimossa o riassegnata ad
altro richiedente?

Comprendo la necessità che certe aziende talvolta hanno di tutelare, per i
motivi più vari, la segretezza delle proprie selezioni di personale, però
trovo molto più delicato affidare il proprio percorso professionale (e di
vita) a sconosciuti.

In tal senso, il quotidiano in questione (ma anche tutti gli altri)
dovrebbe tutelare la parte più debole, ovvero chi è alla ricerca di
un'occupazione.

Cordiali Saluti

Salvatore Martello
Resp. Tecnico R.A.S.
Finmatica S.p.A.