Chiude Zivago, le colpe: ricerche di mercato, consulenti ed investitori

Zivago chiude?

...dalle mie esperienze avute (circa 5 acquisti) posso solo dire: "era
ora"!

L'ultimo acquisto risale a circa 20gg, i soldi se li sono quasi
sicuramente accreditati ma i libri non si sa!
Mi hanno risposto che ci penseranno i due commissari... bella risposta!

Bando ai problemi personali...

Zivago: ha iniziato a vendere libri ed in seguito CD...
Le informazioni su entrambi in confronto ad alttri siti "internazionali"
praticamente nulle

Dei libri non c'è nulla, alle volte, si trova una brevissima descrizione
Libri particolari neanche a parlarne

Per i CD, catalogo sulla carta vastissimo (in realtà pochi titoli
disponibili): più o meno allineato ai principali competitor internazionali

Contatti: nessun numero telefonico, poche mail generiche (risposte alle
richieste? no comment)

Prezzi: gli stessi del negozio tradizionale

Lascio a Voi le conclusioni che già sono state evidenziate da altri.


Come nasce un sito del genere?
1. Le ricerche di mercato indicano che il B2C è in crescita, si vendono
tanti libri e CD
2. i consulenti (i guru) dicono che investendo centinaia di milioni in
tecnologia (sito ed altro) e in pubblicità saràun gioco da ragazzi
3. Gli investitori (all'epoca delle mille bolle blu: citazione F.C) ti
danno subito i soldi, basta avere un BP credibile (che risate!)

Il resto?
1. In Italia le vendite per corrispondenza non hanno mai decollato
(PostalMarket docet)
2. Chi possiede una Carta di Credito (nel 1996 il 3%, oggi il 15%)
3. La logistica: uno dei problemi italiani storici
Il sistema orogeografico, i trasporti inefficienti, le poste altrettanto,
i tempi di consegna aleatori, ecc.
4. Gli utenti Internet, quelli che si collegano alla rete...
Qui abbiamo di tutto

Voglio addentrarmi solo nel punto 4
Nel 1997 c'erano 1,2ml di utenti che pagavano l'accesso ad internet
ovvero, individui che per scelta accedevano alla rete
La maggior parte utenti evoluti: per reddito (importantissimo), status
sociale, cultura, età (prevalentemente business, accedono dal lavoro)

Nel 1999 o giù di lì, inizia l'era del freenet... gli utenti aumentano!

Nel 2000 gli utenti sono circa 10ml!
...ma dai chi ci crede! sono gli utenti consumer (studenti: reddito diretto
0 o quasi) con minimo 3 accessi
Comunque ritorniamo all'economia fatta di numeri.

Se gli utenti sono 10ml e i possessori di carta di credito sono circa il
15% vuol dire che "tutti" i clienti potenziali sono circa 1,5ml:
pochissimi per bilanciare un conto economico con costi per centinaia di
milioni

La pubblicità online? ...altra bufala!
Giancarlo Livraghi dice che sono stati spesi 141mld nel 200: metà sono
partite di giro

I banner: click through medio 2-3%, negli USA siano a 0,275%

Chiedete se qualcuno ricorda qualcosa del sito Omnitel...
Risposta: la "carrozzeria" della Megan gale degli spot TELEVISIVI

Quanto costa fare brandimage su Internet forse più che in modo
tradizionale soprattutto ai prezzi scorsi!

Chi ci guadagna: i consulenti e le agenzie di comunicazione (click & brick)

La mia esperienza e le mie idee.
Ho conosciuto Internet nel 1996 nei banchi dell'Uni-Bocconi, oggi ho una
piccola Agenzia (new media), non ho mai creduto nel B2C (1 solo cliente).
Credo nel B2B: allora parliamo di brick & click (l'inverso), mi direte
"grazie, l'uovo di colombo"
Non credo nel "bannership"... una sola!

I consulenti? ...troppi improvvisati (pochi quelli con gli attributi)
Quelli che ci lavorano: troppi in relazione alle poche esperienze fatte
(ma non c'è lo skill shortage?)
I tecnici informatici: hanno iniziato a fare marketing
I marketing maker: hanno iniziato a fare informatica
Gli investitori: non li ho ancora capiti

Sofia Postai ha scritto "siti che funzionano": ma dove sono?

In Italia abbiamo un'economia che non è quella americana, le persone non
sono quelle americane e allora?

Il nostro modello sarà "il modello italiano"...

...cosa aspettiamo?

...parliamone in lista