Chiusura delle riviste di webmarketing

Ho letto i vari post sulla chiusura di wmtools e di Mkt e più in generale
della difficoltà del giornalismo di taglio professionale e vorrei
aggiungere il mio contributo.

Premetto che io non mi occupo direttamente
di marketing (e non leggevo nessuna delle due riviste), ma essendo stato
professionista ed essendo oggi imprenditore, ho sempre la necessità di un
costante aggiornamento e quindi spendo in risorse formative quali riviste,
newsletter e altro.

In primis, la rivista professionale deve essere indipendente con la i
maiuscola, nel senso che se gli articoli mi cominciano anche solo a
"puzzare" di vendita, la risorsa perde di autorevolezza.

Secondo, gli argomenti debbono avere un taglio pratico. Quando leggo un
articolo mi chiedo: che uso ne posso fare per la mia attività? Se i casi
aziendali o gli argomenti fanno riferimento a grandi imprese e il target
sono invece professionisti operanti in piccole realtà, ovvio che
l'interesse andrà lentamente scemando nel tempo. Se gli argomenti sono
troppo astratti c'è il concreto rischio che la rivista, nonostante cerchi
di orientarsi verso il target dei professionisti del settore, da
professionale diventi accademica, andandosi a scontrare poi con
pubblicazioni che operano sotto l'ombrello finanziario di atenei italiani
e soprattutto internazionali.

Le riviste in questione avevano i caratteri di cui sopra? Da quello che ho
letto mi sembra di no o, almeno, non completamente.

Detto questo, c'è poi un discorso più ampio che riguarda il modello di
business. Una rivista, in fondo che cos'è? Qualcosa che raccoglie
esperienze, notizie, casi ecc. e confeziona tutto nell'arco di una
settimana o un mese.

Purtroppo, con l'avvento dei blog (più che dei siti internet) di taglio
professionale, queste raccolte, rielaborazioni e confezionamento sono
fatte dai singoli redattori degli stessi e presentano senz'altro maggior
autonomia e attendibilità in quanto non essendo lo strumento blog ancora
usato come veicolo pubblicitario, sono minori i condizionamenti.

Ed è dura dire che la qualità è scarsa, io personalmente uso 7-8 blog e
newsletter nazionali e, soprattutto, internazionali gratuiti e di
altissima qualità, con la quale supplisco al 70-80% del mio bisogno di
formazione simil-cartacea.

Per il resto i classici Sole 24 Ore e Financial Times, qualche circolare
giornaliera che costa 30 euro l'anno e nessuna rivista.

Saluti.

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