Commissione di agenzia

Ciao a tutti.

Volevo ritornare su un discorso affrontato più volte in passato e di cui non discutiamo da parecchio: la commissione di agenzia.

Tra il 2002 ed il 2004 ho letto diversi articoli riguardo una sentenza di condanna per una concessionaria che aveva rifiutato di riconoscere la commissione ad un'agenzia. La Unicom, non poteva essere altrimenti, si è più volte espressa a favore della commissione di agenzia.

Vorrei sapere come stanno le cose attualmente, se e cosa è cambiato. Mi piacerebbe poter fare un rapido confronto su cosa avviene nelle varie parti d'Italia e anche all'estero se qualcuno ha esperienza diretta.

Sarò grato a chi vorrà intervenire su questo punto. Se, poi, avete un po' di tempo mi piacerebbe approfondire anche l'aspetto giuridico della questione.

Dal sito dell'Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza
(http://www.agcm.it/agcm_ita/DS AP/DSAP_287.NSF/0/fc07f2760e05 9c6dc1256362...
293fd?OpenDocument) riporto questo estratto:

<<10. I rapporti economici seguivano il seguente schema di pagamenti.
L'utente pagava all'agenzia un "compenso d'agenzia" per i servizi di creazione e programmazione della campagna pubblicitaria, e al mezzo il prezzo di listino al netto degli sconti commerciali dello spazio acquistato.

Nel caso di mandato con rappresentanza, il mezzo corrispondeva all'agenzia una "commissione d'agenzia" che, come la denominazione fa intuire, remunerava l'attività di intermediazione svolta dall'agenzia. Tale commissione era generalmente pari al 15% del costo dello spazio pubblicitario. L'agenzia, infine, ristornava in tutto o in parte la
"commissione d'agenzia" in favore del proprio cliente secondo gli accordi conclusi.

Nel caso di mandato senza rappresentanza, l'agenzia acquistava gli spazi dal mezzo per poi rivenderli all'utente e i pagamenti riflettevano questo doppio scambio. Il mezzo, inoltre, corrispondeva all'agenzia la commissione d'agenzia.>>

Non comprendo una cosa: l'agenzia è il mandatario, l'utente (l'impresa) è il mandante. Quindi, a rigor di logica, il mandante deve compensare il mandatario, vale a dire l'utente deve pagare l'agenzia. Come si è arrivati a concepire il compenso del mandatario (l'agenzia) in capo al mezzo e non di responsabilità del mandante (l'utente)?!

Oltretutto, il mandato è un contratto tra agenzia e utente. Si è, quindi, forzatamente introdotta una terza figura in un contratto che ne prevedeva solo due! Come è possibile che i mezzi si siano ritrovate a dover accettare un contratto in cui non hanno mai preso parte?!

È come se una moglie dicesse al marito di andare a comprare il pane e questi obbligasse il panificio a cedergli un compenso per avergli procurato la vendita!

L'agenzia non svolge attività di intermediazione tra mezzo e mandante!
L'errore sta proprio qui! Cioè, da una parte l'intervento dell'agenzia nel curare i rapporti tra mezzo e utente viene definito mandato e da un altro il suo compenso viene definito "commissione". Oltretutto, siccome uno dei soggetti si chiama "agenzia" ecco che con un semplicistico gioco di parole si arriva a concepire l'espressione "commissione di agenzia" per definire il compenso che spetta a quest'ultima! Come si direbbe dalle mie parti è un
"ciambotto" (zuppa in cui ci sono pesci diversi) tra diversi contratti.

Agli occhi del mezzo o della concessionaria, il mandato esistente tra utente
(mandante) e agenzia (mandatario) è invisibile, inesistente! Non ci può essere obbligo per il mezzo di remunerare l'agenzia perché la "commissione di agenzia" non è il compenso per un "contratto di agenzia". Vale a dire che il mezzo non ha mai incaricato l'agenzia di vendere o di promuovere la vendita dei suoi spazi! Fosse così vorrebbe dire che l'agenzia ha svolto opera di convincimento nei confronti dell'utente ma per conto / a beneficio del mezzo! Invece è l'esatto contrario: l'agenzia è incaricata dall'utente di "andare a fare la spesa"!

Oltretutto, che il mandato sia con o senza rappresentanza, il mandatario ed il mandante rappresentano per il mezzo un solo cliente, un unico soggetto perché uno ed uno solo è l'affare!

Ancora: se l'agenzia, in virtù del mandato, deve difendere gli interessi dell'utente non può essere assoldata al mezzo in quanto basterebbe un semplice accordo tra agenzia e mezzo per ritoccare al rialzo la commissione in modo che il mezzo si garantisca una vendita e l'agenzia un guadagno maggiore. Ma in questo modo l'agenzia non tutelerebbe più gli interessi dell'utente!

A mio avviso questa situazione è giuridicamente paradossale. Cosa ne pensate?

Francesco De feudis

PS non vorrei che il sonno mi abbia fatto scrivere una marea di corbellerie.
In tal caso sono disposto a farmi flagellare in piazza Duomo a Milano da tutti i direttori creativi, copy, etc. etc. Ehi, i congiuntivi ed i condizionali sbagliati non valgono!