Comunicare offline un'attività online:il caso i-am.it

Ciao a tutti,

dopo un anno e mezzo di attenta lettura (ero precedentemente abbonata a
MKTG) eccomi qui con il mio primo intervento nella lista per sentire il
vostro parere su un caso che ha catturato completamente la mia attenzione
nelle ultime settimane.

Io abito a Roma, e da circa una quindicina di giorni la città è stata
letteralmente invasa dai manifesti della campagna pubblicitaria di un
nuovo portale: http://www.i-am.it.

Devo dire che come molte persone che lavorano nella comunicazione sono
sempre molto attenta a come vengono costruiti i messaggi pubblicitari in
genere, ma ho trovato realmente geniale questa campagna (a proposito
qualcuno sa chi l'ha ideata?):

è accattivante e crea una curiosità immensa sul prodotto/sito, generando
delle altissime aspettative. E proprio qui nasce, a parere mio, il
problema.

Le altissime aspettative create dalla campagna vengono immediatamente
deluse al momento dell'ingresso nel sito. La prima considerazione che ho
fatto è stata:"Uffa, questo è il solito portale, ma dov'è la novità?!" .

Poi ho cominciato a navigare un po' sul sito, e ho scoperto che l'idea
portante stava nel fatto che, registrandomi al sito e dichiarando i miei
interessi, il portale si sarebbe trasformato a mia immagine e somiglianza.

Come al solito sono stata al gioco (voglio sempre sperimentare
direttamente!) e di nuovo è stata un'enorme delusione: il portale è
rimasto praticamente identico a prima e non sono riuscita a trovare
neanche un informazione che potesse interessarmi. Se non bastasse, ho
trovato errori di programmazione a non finire su ogni finestra! Ed ecco la
seconda considerazione: "Ma uno (cioè Banca 121) che investe così tanto in
pubblicità non riesce a fare un controllo di qualità sul sito?"

Non pensate che gli errori di programmazione siano una mancanza di rispetto
per l'utente Web, soprattutto quando non vengono corretti all'istante?

Sono troppo dura secondo voi? Ma cosa pensereste se, ad esempio, comprando
una calcolatrice scopriste che non funziona proprio quando avete bisogno
di usarla? Credo che nell'era della new economy resti sempre valida una
vecchia regola di comunicazione: mai creare nel cliente aspettative che
poi non sei in grado di soddisfare.

Per me "i-am. It" ha già perso ogni interesse!