Conatus perseverandi existentia

Cari di lista,

il precoce scorcio di autunno padano che si offre oggi alla mia vista,
nonche' la ripresa di Mlist, mi ispira alcune riflessioni ed auspici
(oppure sogni?) per la nuova stagione, e vorrei condividerli con tutti voi.

In primis, maggiori (e mirati) investimenti in marketing e comunicazione
aziendale. La congiuntura economica degli ultimi anni ha fatto registrare
un dietrofont delle aziende in tal senso. Troppi imprenditori hanno
considerato esclusivamente come costi questi importanti aspetti del
processo aziendale, dimenticando che chi non comunica non esiste,
soprattutto in quest'epoca di pericolo Cina.

Nota: dal 1 Gennaio 2004 a Brescia c'e' stato un vero boom di nuovi
brevetti; nel contempo sono stati registrati 166 fallimenti di imprese e
l'economia della zona langue. Questi dati cosa vi suggeriscono?

2) Un ritorno alla bella pubblicita'. Ricordate quelle sane e garbate
campagne di un tempo (alcune firmate da Armando Testa e Gavino Sanna)?
Oggi si investono creativita', talenti e risorse per beni glamourous. Si
potrebbe fare di meglio per detersivi o altri prodotti di uso comune?
Carosello docet. Non e' questione di budget ma di buon gusto.

Pure le casalinghe meritano di piu'!

3) Orientare i giovani verso modelli positivi e rieducarli all'uso della
lingua italiana.

Anche la pubblicita' puo' e deve fare la sua parte. Per i beni di consumo
giovanile basta con slang da ghetto, espressioni di subculture (per
fortuna ancora lontanissime dalla mia bell'Italia), nefandezze di ogni
tipo (citerei i sederi parlanti di certi jeans, la vandala imbrattatrice
in cerca di record nello spot degli orologi sportivi e i terribili
capezzoli "alieni" della Vigorsol, ma la galleria degli orrori non termina
qui), acronimie da chat condite con sequenze nevrotiche MTV style, solo
perche' qualcuno ha deciso che fa "cool". La pubblicita', ahime', viene
troppo spesso utilizzata anche per sdoganare tutto il peggio della nostra
societa' anziche' celebrare pregi e peculiarita' dei prodotti
reclamizzati.

Uno spot non rischia la sua efficacia se affida il suo messaggio a facce
intelligenti e finalmente parlanti!

4) Stop agli artifizi per vendere prodotti e servizi non richiesti,
sistematici o una tantum quando occorre, per far cassa facile ed
aggiustare il bilancio a fine mese. Il marketing terra terra non paga,
indigna il consumatore, rovina i brand piu' consolidati e penalizza chi
opera correttamente.

5) Un web piu' credibile. Il blob informe di verita' improbabili miste a
rumors, gossip e leggende metropolitane, che tutto fagocita ed infetta,
spostandosi per giorni da un sito all'altro (passando pure dal Televideo
ed in coda a certi tg) non fa bene all'informazione ed in particolare a
quella on line che stenta ancora a guadagnarsi autorevolezza.

Non mi dilungo oltre. Di recente ho letto che:
"Chiunque rifletta su quattro cose, meglio sarebbe se non fosse mai nato:
cio' che e' sopra, cio' che e' sotto, cio' che e' prima e cio' che e'
dopo."
(Talmud, Hagigah 2.1)

:-)

Saluti.

Titti Zingone

http://www.mlist.it/lista/bigl ietto.html?bdv=1085