Cosa hanno in comune wmtools e .com

Alcune considerazioni.

entrambi sono due prodotti di nicchia e nascono sulla scia
dell'entusiasmo che si era creato attorno a internet, ma con una
piccola differenza.

Mentre wmtools tratta effettivamente di argomenti che
richiamano direttamente il nome della testata, .com tratta argomenti che
solo in minima parte riguardano il web. Scelta azzeccata? Per wmtools
sicuramente sì, ma per .com? penso proprio di no! Sicuramente è molto
originale l'idea di associare il nome .com al pay off "il
punto quotidiano della comunicazione", ma siamo così sicuri che per
il lettore sia così immediata come associazione? E siamo così sicuri che
cambiare il nome da .com in punto.com abbia risolto il problema?
Evidentemente NO! Ma andiamo avanti...

wmtools ha trattato per anni sempre le stesse tematiche: la pubblicità
online, l'indicizzazione nei motori di ricerca, le community come
modello di business, etc. etc. etc.

provate a prendere un numero di un anno fa e uno dei numeri recenti, è
uguale sempre le stesse cose! È naturale, quindi, che prima o poi, i
lettori avrebbero ceduto così come gli inserzionisti. Inventarsi qualcosa
di nuovo? Cambiare linea editoriale?

.com invece affronta i temi della comunicazione, fa leva soprattutto sul
suo, purtroppo ex, direttore barbieri e ha come concorrenti diretti Daily
media, pubblico e pubblico today, ma con una differenza: questi vengono
recapitati nella tua casella di posta al mattino presto, .com, se tutto va
bene a mezzogiorno!!! Altrimenti dopo due giorni quando le notizie sono
ormai da archivio!!!

Io mi chiedo, ma era proprio necessario mandare via Barbieri?
Il mondo della comunicazione aveva veramente bisogno di un quotidiano
cartaceo!
In un mondo dove le notizie navigano velocemente non era forse meglio
sfruttare di più e meglio Internet?
20 giornalisti per scrivere 8 pagine non sono troppi?
Piani di marketing troppo ottimisti?

A voi la risposta!
Cosa hanno in comune wmtools e .com?
Colpa della congiuntura economica sfavorevole?
Ma quando le cose vanno bene nessuno dice che si tratta di una congiuntura
economica favorevole!
Siamo tutti bravi a prenderci i meriti, ma le colpe?

Saluti alla lista

Paolo