Crowdsourcing: come sta andando in Italia?

Ciao a tutti, ciao Elena,

Dopo parecchio tempo che non mi faccio più vivo....rieccomi!

Visto che ultimamente mi occupo sempre di più di ricerca legata all'innovazione e di innovazione legata alla ricerca di marketing, il tema che vorrei sottoporvi oggi è il crowdsourcing (http://en.wikipedia.org/wiki/C rowdsourcing). Penso a modelli tipo Innocentive.com, takeacoder.com, Ideaken.com (*), ecc...

Secondo voi come sta andando in Italia? Qualcuno ne ha avuto esperienza diretta?

Il modello mi pare buono ma mi sorgono un paio di dubbi che vorrei sottoporvi:

(1) Chi assicura i partecipanti che vi sia da parte dello sponsor una valutazione equa di tutte le soluzioni proposte? Più importante: chi assicura i partecipanti che nulla di ciò che viene proposto dal singolo verrà utilizzato dalla sponsor se non nel caso nel quale la soluzione presentata dal partecipante sia quella prescelta e premiata?

(2) L'idea del crowdsourcing a mio avviso è in se un poco contraddittoria, in quanto se da un lato mi pare che si basi sul concetto di collaborazione innovativa (**), dall'altro è presente un forte elemento competitivo che stimola i vari partecipanti ad aggiudicarsi il premio messo in palio dallo sponsor. Ora come possono questi due elementi convivere in modo proficuo per lo sponsor?

Grazie anticipatamente per i vostri contributi.

Luca
www.lucameyer.com - Tel: 339.495.00.21
http://collaborareXinnovare.bl ogspot.com/

Note:
(*) ho un interesse personale in Ideaken in quanto sto collaborando con il management a lanciare (spero presto) una versione in Italiano
(**) Surowiecki ed altri parlano di wisdom of crowds (http://en.wikipedia.org/wiki/T he_Wisdom_of_Crowds), sulla base della quale il risultato che il gruppo può generare tende ad essere maggiore della somma dei contributi di coloro che compongono il gruppo