Re: Cui prodest? (era: Internet e la distribuzione turistica)

Bentornati, se siete tornati. Altrimenti, grazie della vostra perseveranza.

Intervengo a seguito di quanto scrive Roberto Gentile su Web & Turismo,
canale fisico e canale virtuale, disintermediazione...

Prima di dire la mia, premetto che su alcuni "fundamentals" sono d'accordo
con Roberto: facili euforie (ma non riguarda solo il turismo, direte voi e
anch'io) di qualche mese fa, business plans gonfiati (issimi), previsioni
sballate ecc.

Però devo dire qualcosa "dall'altra parte della barricata": lavoro per un
tour operator.

Caro Roberto, non è forse vero che la stragrande maggioranza dei t.o. ha
aperto il canale di prenotazione "virtuale" in maniera quasi
esclusivamente dedicata alle agenzie di viaggio, cioè alla "piccola
distribuzione" (non in senso dimensional-professionale, sia chiaro)?

E non è forse vero che tra gli stessi tour operator, chi ha aperto anche
la prenotazione ai clienti diretti (disintermediazione) lo ha fatto
lasciando intatti perfezionamento della prenotazione e pagamento tramite
agenzia?

Il fatto che i "grandi" portali non ottengano il risultato economico
previsto con il "click" e senza il "brick", e quindi progettino di creare
network, affiliazioni ecc., dal punto di vista del mercato vuol dire poco:
sono alcuni network in più o con marchio diverso, possono spostare delle
grandezze economiche ma non crearne.

La posizione di tutti gli attori tradizionali in gioco (agenti di viaggio,
tour operator, compagnie aeree) fin adesso è stata: sfruttiamo il web per
aumentare i nostri margini (prenotazione diretta= meno provvigioni agli
agenti di viaggio), limitiamo alcuni costi di gestione (addetti alla
prenotazione, costi telefonici, ecc.).

In questo modo, se migliorano i conti di tutti, dovrebbero esserci
maggiori risorse. Ma la vera sfida (ecco perchè scrivo qui e non solo un
messaggio diretto a Roberto) è impiegare queste risorse che si liberano, e
anche i vantaggi che offre la diffusione delle tecnologie, per aumentare
le grandezze economiche del "comparto turismo". (Mamma mia, che frase da
ministro... sto invecchiando).

Maggiori possibilità di diffusione delle informazioni, maggiori
possibilità di comparazione di prodotti/prezzi, maggiore elasticità nella
gestione dei rapporti con clienti e fornitori, maggiore tempestività
nell'aggiornamento di cataloghi/proposte, enormemente maggiore lo spazio a
disposizione per informare a costi effettivamente molto minori (quanti
soldi ci vogliono per pubblicare 20 foto dello stesso hotel su un catalogo
cartaceo? e su un sito web?)...

IMHHHHO: Roberto ha ragione nel dire che il "de profundis" per certe
categorie professional/imprenditoriali è stato cantato non solo a cadavere
caldo, ma anche senza certificato di morte, e addirittura senza
certificato medico; nonostante questo, i dissidi evidenti che intercorrono
tra le categorie del mondo del turismo e dei viaggi nel nostro paese
accorciano il fiato, non permettono strategie "di settore" per far
crescere davvero il comparto, non tengono conto di alcuni dati "enormi" (i
dati generali su accessi/pageviews ecc. dei siti che riguardano viaggi,
vacanze, turismo) e rischiano di spostare il focus dei clienti su quei
players che eliminano le barriere (hotels, compagnie aeree) e di andare
sempre di più verso il fai-da-te (ahiahiahiahi :-))

Aspettiamo dibattiti, consigli, grandi verità anche (e soprattutto;-)) dai
mlisters che con il turismo non c'entrano.

Grazie a chi ha letto fino qui e un "caldo" saluto a tutti dalla Milano
fineagostana

Matteo Lucchini