da Londra: conferenza Jupiter

ciao alla lista e in particolare a Martina.

ho trovato interessante il tuo racconto sulla conferenza che si e' svolta
tra i canali e i tulipani di Amsterdam a meta' ottobre. Volevo solo
approfondire il concetto di globale e locale. Sono reduce da una due
giorni di conferenza sui comsumi online organizzata da Jupiter (che di
recente si e' unita a MMXI) a Londra. Premesso che spesso il forum si e'
trasformato in una specie di partita a tennis tra domande...tante ...e
risposte...

lascio a voi leggere un paio di concetti che sono emersi.

Jupiter Consumer Online Europe: vai local se vuoi il global
(articolo apparso su Daily Media, quotidiano della comunicazione, www.mediaforum.it)
Si e' concluso martedi' a Londra il Forum Consumer Online Europe promosso
da Jupiter MMXI. Molti gli interventi, ma soprattutto ricchi di spunti le
discussioni nate all'interno dei diversi panel: oltre a comparare
soluzioni, si sono sollevate una serie di nuove domande, basate su previsioni al 2005 piuttosto che su certezze. Infatti
citando Nick Jones, senior analista Jupiter Research, "internet e'
incerto".

Il tema di quest'anno del forum, ospitato al Queen Elizabeth II Conference
Centre a ridosso di Westminster, e' stato "Survival in the new economy"
centralizzato ad esaminare un argomento vasto come quello dei consumi in
internet, dalla pubblicita' e il commercio ai contenuti e alle tecnologie, da
una prospettiva prettamente Europea.

Le parole chiave sono state globale, locale, lingue e differenziazione.
Dalle discussioni e' risultata chiaramente la necessita' delle societa'
online che operano a livello globale di differenziarsi e adattarsi al
mercato locale. Altro punto importante evidenziato durante la sessione
"Media Online: diversify or die" e' stato quello di incrementare la
partecipazione di una singola nazione verso il mercato globale ma anche la
necessita' di diversificazione che implica uno spostamento da online a
offline. Bisogna vedere esattamente cosa avviene offline per avere successo
nella rete proprio come stanno facendo le societa' bricks and mortar,
arrivando (o essendo gia' presenti) in rete. "Esattamente come e'
accaduto per le societa' tradizionali che sono passate lentamente al web,
oggi portali, ecommerce e societa' di servizi e contenuti hanno commesso
l'errore di distribuire semplicemente website, tv interattiva e wireless
senza capire cosa il consumatore vuole da questi nuovi media", evidenzia
Noah Yasskin, direttore e analista di Jupiter Research.

Altro punto chiave
evidenziato e' la necessita' di sviluppare diversi mercati. "Per noi il
mercato e fatto dai contenuti" commenta Vesey Crichton di Altavista
Europe. E continua Crichton, "il mercato e' rappresentato dalle diverse
lingue". In un momento di globalizzazione del mercato online, dove le
aziende vogliono essere presenti globalmente attraverso piu' Paesi, la
necessita' di focalizzarsi sulle esigenze del mercato locale e' il segreto
vincente. Infatti molta attenzione deve essere data alla lingua parlata
nel mercato dove si vuole arrivare (e le cose si complicano in Paesi come
Spagna con il catalano e Belgio con il fiammingo) e alla personalizzazione
di grafica e design dei siti, per adattarsi alle diverse abitudini e alla
cultura di quel particolare Paese. Le societa' che operano a livello
globale in Europa sono ancora molto poche e la maggior parte di queste
sono sussidiarie dei grandi protagonisti degli States (Altavista, AOL,
Amazon, per citarne solo alcune) o le cosidette Telcos (societa' di
telecomunicazioni).

"Non si tratta piu' di essere sito web o canale di vendita tradizionale,
si tratta di essere disponibili esattamente "quando" e "dove" i
consumatori vogliono accedere alla tua marca o servizio. Bisogna capire e
adattare le diverse necessita' del consumatore nei diversi canali"
conclude Yasskin.

maria angela balsama
freelance journalist


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