Dal virtuale al reale e viceversa

Cara Lista,

oggi vi voglio raccontare una storiella breve...coinvolta in prima persona
"la rete".

Ho iniziato la settimana di pessimo umore. (Lo so era lunedi'!). Dopo aver
ordinato il 21 gennaio libri per circa 55 sterline a amazon.co.uk e una
decina di email di sollecito.. mi viene scritto che il mio "pacco" e'
stato consegnato al mio indirizzo il 28 gennaio. Io non ho visto niente.

Quindi deduco a malincuore che i libri siano finiti sugli scaffali dei
miei vicini di casa. Dopo un altro paio di email di scontento mi dicono
che hanno rispedito un altro parcel. Spero di vederlo prima di
sabato...altrimenti partiro' per il mio viaggio senza guida e libri di
lettura.

Domanda: Perche' amazon consegna i libri utilizzando la Royal Mail ma non
chiede una proof di consegna? Quante volte devono spedire due volte gli
stessi libri per fare contenti i clienti fiduciosi come me che comprano
libri utilizzando internet periodicamente?

La settimana non e' ancora finita. Infatti per andare a pari con la NON
tentazione di comprare tramite amazon a breve, ho una bella notizia.

Stamattina ho mandato una email alla Biblioteca Sormani tramite il Portale
del Comune di Milano per chiedere se potevo ricevere al mio indirizzo di
Londra alcune fotocopie di un articolo pubblicato in un periodico di
storia del 1980. Bene in meno di due ore un gentilissimo Sergio della
Redazione Settore Cultura-Biblioteche mi ha spedito il documento in JPG.
Ecco sono felice.

Domanda: E' Sergio un amante e mosca bianca delle nuove technologie o il
servizio portale del Comune di Milano e' semplicemente "brilliant"?

Feeling del Lunedi': mi sentivo come abitassi sulla luna, lontana dal
servizio postale e dai miei libri. Dal virtuale al reale. Ho ordinato
online con lo scopo di poter ottenere beni "reali". Spero di vederli
presto i miei libri.

Feeling del Giovedi': mi sento a Milano, vicina all'originale di
quell'articolo. Dal reale al virtuale. Ho ordinato online un bene reale e
mi ritrovo con una copia "virtuale". Ma ora mi posso sedere e leggerlo.

Uno pari, quasi per la rete.

Un saluto a tutti.

maria angela balsama
freelance journalist
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