De Longhi e il mistero del tempo

Ce n'è ancora per De Longhi :)

L'assistenza post-vendita stavolta non c'entra. Il problema ora è
l'usabilità.

Piglio De Longhi come esempio perché è l'ultimo caso capitato sottomano
ma, sia chiaro, l'elenco in realtà sarebbe lunghissimo: dai
videoregistratori impossibili da programmare senza almeno una crisi
isterica, dai robots-cucina da comporre a prova di Rubik,
dai telefonini con un miliardo di funzioni inutili, ai telecomandi che non
telecomandano.

È incredibile come aziende che spendono miliardi
non riescano a semplificare l'uso dei loro apparecchi con un po' di buon
senso.

Veniamo a De Longhi: il condizionatore in questione, modello PAC 50, ha un
"timer" per far accendere e spegnere l'apparecchio ad un'ora prestabilita
(dall'utente, possibilmente).

Premetto che mi considero persona di normale intelligenza e nient'affatto
allergico alla tecnologia, tutt'altro.

Ora: qual è il problema per l'utente che decida di
far accendere il condizionatore a una data ora? Ovvio, stabilire questa
benedetta ora sull'apparecchio. Dalle ore x alle ore y. Un'operazione che
dovrebbe essere semplicissima.

De Longhi non è d'accordo, e propone ai suoi clienti un simpatico
rompicapo. C'è un timer sull'apparecchio, composto da una corona circolare
girevole, con numeri da 1 a 24 (le ore). All'interno una freccia indica
il senso di rotazione ("non ruotare mai in senso antiorario!") e una tacca
il riferimento. Esternamente c'è una corona dentata con 96 microscopici
dentini (sono cosi' piccoli che è difficile persino contarli).

Ora, se no ho capito male, bisogna anzitutto impostare l'ora esatta
ruotando la ghiera interna, quindi chiudere verso l'interno tutti i
dentini tranne quelli corrispondenti all'orario in cui si desidera che
l'apparecchio funzioni. Quindi, per attivare il timer, va premuto un
apposito pulsante.

Domanda: ma quanti saranno gli utenti in grado di capire e far funzionare
questo infernale meccanismo?

Non era più semplice tentare di riprodurre qualcosa che conoscono tutti,
ovvero un banalissimo orologio? Magari con un settore mobile colorato in
rosso, che si estende da un'ora x a quella y? O un volgarissimo display
elettronico da 5 mila lire, con cui impostare l'ora di inizio e quella di
spegnimento?

Mi sono sempre chiesto dove prendono i progettisti che inventano queste
diavolerie demenziali. Forse tra gli enigmisti, chissà.