Diffondere la conoscenza (e altro)

Introduzione

Mi chiamo Lorenzo De Tomasi e sono un architetto dell'informazione,
grafico, progettista di interfacce laureando presso la Facoltà del Design
del Politecnico di Milano.

La mia tesi riguarda la progettazione dell'interfaccia di un servizio
basato sul web per facilitare il contatto per la collaborazione per lo
sviluppo di progetti comuni, in particolare nel mondo universitario e
opensource.

In poche parole sto lavorando ad un servizio che si avvicina lontanamente
a Sourceforge ed è ad esso complementare.
Se desiderate maggiori informazioni non esitate a chiederle.
Il mio relatore è Giovanni Anceschi, una delle maggiori autorità italiane
per quanto riguarda la progettazione delle interfacce, l'organizzazione
dell'informazione e il graphic design, recentemente passato all'Università
di Venezia.

Quello che propongo qui di seguito sarà un capitolo della mia tesi. In
alcuni punti riprendo e approfondisco interventi fatti su Mlist
che mi hanno aiutato a chiarirmi le idee. Innanzi tutto
ringrazio queste persone e chiedo loro il permeso di citarle nel testo
definitivo.

In secondo luogo chiedo a chi leggerà il capitolo che riporto qui di
seguito di commentarlo (in particolar modo di criticarlo), di esprimere la
propria opinione, di aiutarmi a definire i concetti non chiari, di
ampliarlo, di modificarlo.

Potete intervenire sul testo stesso scrivendo l'intervento come un
commento nell'esatto punto in cui lo inserireste.
Basta che lo poniate tra , indicandovi anche anche come autori,
nel seguente modo:
Lorenzo De Tomasi Questo è il mio commento -->
in questo modo mi risparmierete molto lavoro con un vostro spero minimo
sforzo.

A questo punto vi chiedo di rispedire a me (e alla ML se dimostrerà
interesse) il testo modificato in modo tale da ottenere uno spero ottimo
lavoro collaborativo in cui tutti i coautori saranno citati.

Ringrazio tutti anticipatamente.
Ecco il capitolo della tesi.
Gli esperti possono scaricare ed editare direttamente l'xml all'indirizzo
http://biografica.tzone.it/the sis/spiegare_unicode.xml
(in questo istante sembra avere problemi, ma chiedo subito al webmaster di
eliminare il problema)
______________________________________________________________
La diffusione della conoscenza
Versione 1.0, 30 Luglio 2002

Copyright (C) 2002 Lorenzo De Tomasi lorenzo.detomasi@libero.it
via Bellaria 6, 21018 Sesto Calende (VA), Italia.
Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document
under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.1 or any
later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant
Sections, no Front-Cover Texts, no Back-Cover Texts. A copy of the license
is available at http://www.gnu.org/copyleft/fd l.html

Copyright (C) 2002 Lorenzo De Tomasi lorenzo.detomasi@libero.it
via Bellaria 6, 21018 Sesto Calende (VA), Italia.È garantito il permesso
di copiare, distribuire e/o modificare questo documento seguendo i termini
della Licenza per Documentazione Libera GNU, Versione 1.1 o ogni versione
successiva pubblicata dalla Free Software Foundation; senza Sezioni non
Modificabili, nessun Testo Copertina, nessun Testo di Retro Copertina. Una
copia della licenza è disponibile
all'indirizzohttp://fly.cnuce.cnr.it/gnu/doc.it/fdl.it.html

Diffondere la conoscenza

Quando mi trovo a dover affrontare un argomento nuovo, di cui non conosco
assolutamente nulla, mi sento come quando da bambino facevo mille domande
per capire e volevo che le risposte fossero semplici,complete e chiare. Il
problema era che gli adulti, quando andava male, mi spiegavano le cose
sommariamente, credendo che io non fossi in grado di comprenderle,
classificandole come «roba per grandi», liquidandomi con un odioso «da
grande potrai capire» quando andava bene, mi spiegavano le cose come le
avrebbero spiegate ad un adulto, dando molto per scontato, senza pensare
minimamente al fatto che io non potessi conoscerne il significato o il
funzionamento. Quando parliamo con una persona di un argomento che noi
padroneggiamo e lei non conosce, dovremmo essere noi ad adeguarci alle sue
scarse conoscenze, cercando di colmarle al meglio. Un atteggiamento
sbagliato quello di lasciare che una persona inesperta lo rimanga a vita.

Spesso questa è una condiscendenza interessata, solitamente mossa dal
fatto che chi è inesperto è manipolabile più facilmente. è l'atteggiamento
adottato, ad esempio, dalle televisioni che dismettono i programmi
culturali a favore di trasmissioni come Domenica In e Buona Domenica, che
prediligono il pettegolezzo, il gioco di fortuna, la canzonetta stonata
alla cultura, perchè - dicono - è questo quello che vogliono i
telespettatori; è l'atteggiamento adottato da chi da al ³popolo² il peggio
perchè - dicono - è questo che il popolo vuole. L'obiettivo di ciascuno di
noi dovrebbe invece essere quello di contribuire il più possibile ad
alzare il livello culturale di ogni singola persona con il fine di
diffondere la conoscenza e far crescere l'intera società. è un
atteggiamento simile, ad esempio, a quello adottato dalle associazioni dei
consumatori, che informano a largo spettro i cittadini proprio perchè
siano più preparati e possano concludere i loro acquisti in modo
consapevole.Il concetto di consumo/utilizzo consapevole è ormai acquisito
nella nostra weltanschaung ³commerciale², quindi il dovere di chi lavora
da queste parti dovrebbe essere anche quello di far crescere gli utenti
perchè cresca tutto l'ambiente. Può essere anche un buone sempio per altri
settori. molta disponibilità e molta apertura mentale.

Questa parte è un'ampliamento e una revisione degli interventi di Stefano
Sirri ssirri@i-nfinity.com e Stefano Govoni Stefano_Govoni@bassilichi.it
su Mlist - http://www.mlist.it, dal 24 al 25 luglio 2002
Dovremmo convincerci di quanto è deleteria la forma mentis consolidata
dall'abitudine di esporre le nostre conoscenze in modo complesso per
apparire più colti e professionali, per sentirci parte di un'elite, per
garantirci una conoscenza superiore ai concorrenti costruita sul segreto
professionale.

Facilitare la comprensione
Presa piena consapevolezza del nostro interesse personale a disseminare
conoscenza per accrescere il livello culturale di chi ci circonda dovremmo
renderci conto che non basta rendere di pubblico dominio quello che
sappiamo, ma dovremmo anche sforzarci ad esporlo in un percorso e con un
linguaggio che facilitino al più ampio numero di persone la comprensione e
l'assimilazione con il minimo sforzo, per lo meno fornendo alcune fonti
necessarie chiarire e approfondire i punti che non ci siamo sforzati a
rendere facilmente accessibili. Mi ritrovo pienamente d'accordo con Ivano
Colombo quando scrive che è possibile insegnare qualsiasi argomento a
qualsiasi bambino di qualsiasi età, purché si trovi una forma ³onesta² per
farlo.Ivano Colombo, Comunicazione esperienziale, La scrittura dinamica
come psicologia dell'educazione, Imagine, Trezzo sull'Adda, Milano,
2001Questo principio può essere sicuramente esteso ad un adulto che si
avvicina per la prima volta ad un argomento di cui è del tutto all'oscuro.

Spesso cercando la risposta ad una mia domanda su un libro scritto
appositamente per bambini ho compreso argomenti molto complessi con un
minimo sforzo.

Provate a dare un'occhiata a questi libri per bambini (ma non solo): sono
il chiaro esempio del fatto che si possa rendere comprensibile un
argomento anche molto complesso a chiunque in modo indolore se non
addirittura divertente. Edwin Abbott Abbott, Flatlandia A Romance of Many
Dimensions,
1882 (edizione italiana: Flatlandia Romanzo a più dimensioni, Adelphi,
Milano, 1996, ISBN 88-459-0982-4)
David Macaulay, The Way Things Work, 1988
Aggiungere esempi

Più livelli di conoscenza
Un libro straordinario come Flatlandia di Edwin A. Abbott riesce ad
avvicinarci con semplicità al complesso tema della quarta dimensione.
Flatlandia
Spiegandoci l'essenza delle tre canoniche dimensioni (lunghezza, larghezza
e altezza) del mondo in cui viviamo, Abbott ci prepara all'eventualità di
una quarta dimensione ancora sconosciuta. Il suo procedimento è
semplicissimo.
Ci viene offerta la descrizione minuta di un mondo a due dimensioni nel
quale non si ha nemmeno il concetto della terza. Tutto in Flatlandia è
assolutamente piatto: case, abitanti, alberi. E il giorno in cui una
sfera, cioè un solido, elemento tridimensionale, penetra in quel mondo ad
annunciare l'esistenza di una terza dimensione (l'altezza), nessuno fra
gli abitanti è disposto ad accettare una realtà che non si può controllare
coi sensi. Escursioni in altri mondi, quello a una sola dimensione e
quello che di dimensioni è affatto privo, ci mettono di fronte a
situazioni analoghe: anche gli abitatori di quei mondi rifiutano quella
che per noi, privilegiati cittadini di un universo più articolato, pare la
più elementare delle verità. Ma alla fine del viaggio è il lettore che si
sente rivolgere la domanda fatidica: tu che hai riso incredulo alla vista
di un'umanità inferiore, imperfetta e brancolante in un buio ostinato,
come reagiresti alla rivelazione che esiste un mondo a te superiore, una
«quarta dimensioneÈ, che forse non puoi comprendere appieno né coi sensi
né con la ragione, ma alla quale ti si chiede di credere con la fede?
Masolino d'Amico, Prefazione a ³Flatlandia Romanzo a più dimensioni²,
Adelphi, Milano, 1996, ISBN 88-459-0982-4

Nonostante questo racconto faciliti la comprensione, non può essere certo
considerato un testo per matematici o fisici esperti sull'argomento. Può
forse invece essere considerato un'introduzione che fornisce stimoli e
apre numerosi interrogativi su una scienza fatta di ragionamenti e formule
complessi. Così come in ciascun campo del sapere si va dai semplici
curiosi agli esperti addetti ai lavori, così potremmo classificare la
conoscenza - e conseguentemente gli strumenti per diffonderla - in più
livelli che vanno da quelli per i curiosi e per gli utilizzatori,
divulgativi, che introducono all'argomento, ne chiariscono gli aspetti
fondamentali, generano interrogativi, stimolano
l'approfondimento,diffusione orizzontale della conoscenza?

a quelli per esperti addetti ai lavori, approfonditi, che richiedeno anche
anni di studio e di lavoro.
diffusione verticale della conoscenza?Una conoscenza da curioso o
utilizzatore ci permette di discutere dell'argomento e di avere idee a
riguardo; se non ci permette subito di realizzarle ci apre comunque la
strada alla comprensione del successivo livello di approfondimento fino
all'apprendimento di tutto ciò che ci è necessario alla costruzione
dell'idea. Per essere chiari la scarsa padronanza dei misteri
termodinamici del ciclo di Otto non mi impedisce di andare al mare con
paperella e sarchiapone il venerdì pomeriggio - per fortuna!Il termine
utente o utilizzatore utilizzato precedentemente non mi convince. Mi
occorre un termine che definisca anche cos'è un bagnante nei confronti del
sole e del mareAnche Internet è un buon esempio. Oggi tutti noi ci
connettiamo alla rete, usiamo gli strumenti che ci offre in modo
tradizionale e possiamo inventare in nuovi modi creativi, possiamo
conoscere tutte le potenzialità che offre e immaginarne di nuove e future,
possiamo ideare nuovi servizi innovativi, tutto ciò senza avere nessuna
conoscenza tecnica legata alle applicazioni per lo sviluppo, ai linguaggi
di programmazione, alla costruzione e al funzionamento dei database, delle
reti di computer, delle centrali di switching elettromeccaniche per
telefonare, dei personal computer, ecc. Tutti questi aspetti sono parte
integrante della conoscenza dell'addetto ai lavori, dell'esperto,
dell'appassionato, di chi ha tanto interesse per un argomento da avervi
investito e da continuare ad investire abbastanza energie da
padroneggiarne molti se non tutti gli aspetti. è il caso del fisico e
studia le radiazioni solari o il moto delle onde, del dermatologo
specializzato in ustioni, ecc. Per quanto riguarda Internet, è il caso del
webmaster, dell'esperto in html, Java, XML, ecc., dell'Information
Architect, del graphic designer, ecc. Queste persone, unendo le loro
competenze, sono in grado di portare alla realizzazione materiale di
un'idea avuta anche da chi non è ufficialmente addetto ai lavori.Questa
parte è un'ampliamento e una revisione dell'intervento di Gianni Catalfamo
Gianni_Catalfamo@imagetime.it su Mlist - www.mlist.it del

28 luglio 2002 alle ore 12:12

Le difficoltà del semplificare
Uno dei problemi è che noi adulti (o quasi) abbiano una forte difficoltà a
semplificare le cose fino all'osso tanto da renderle comprensibili anche a
un bimbo. Forse è in parte un problema di tornaconto: non riusciamo a
vedere chiaramente il guadagno a lungo termine che potremmo trarre
dall'investire anche ingenti risorse nella diffusione della conoscenza.
Spesso la nostra mente non riesce a far quadrare il necessario bilancio
tra sforzo, tempo, denaro, ecc. investiti e i numerosi, ma ben più
difficilmente quantificabili, guadagni in termini di divertimento, di
crescita intellettuale propria e di chi ci circonda, di una più facile
futura reperibilità di collaboratori, ecc. alla fine sempre riconducibili
ai più materiali tempo e denaro. Purtroppo siamo eccessivamente
ossessionati e attratti dal guadagno immediato. è una miopia simile a
quella delle aziende che non investono sulla ricerca e l'innovazione.da
approfondire: il problema della fuga dei cervelli dall'Italia e
dall'Europa verso Gli Stati Uniti d'America, proprio perchè là le aziende
stanziano maggiori finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo

Farsi comprendere
Se siamo in grado di spiegare una cosa significa che la abbiamo appresa o
ci siamo giunti con la nostra intelligenza. Un ottimo approccio sarebbe
quello di spiegare sempre come siamo giunti alla comprensione di un
argomento. Una bibliografia consigliata può aiutare il lettore nella
scelta delle risorse di approfondimento, evitandogli di sprecare tempo per
l'analisi di materiale di bassa qualità. Il link ipertestuale può
rivelarsi un utile strumento per l'approfondimento di argomenti specifici.
L'integrazione dei migliori concetti ed esempi in una nuova risorsa o la
creazione ex novo di materiale mai pubblicato si rivelano ancora più
efficaci dal momento in cui, selezionando o creando direttamente i
concetti più efficaci, si evita allo studente lo studio ripetuto di
materiale inutilmente troppo simile.Edward Tufte Il tuo pubblico dovrebbe
sapere in anticipo cosa stai per fare; così sarà in grado di valutare come
le tue prove verbali e visuali supportano le tue argomentazioni. [...] 1.
All'inizio della tua presentazione racconta al pubblico Qual'è il problema
Perchè il problema è importante Qual'è la soluzione al problema Se non
siamo in grado di formulare una chiara esposizione del problema è chiaro
che il contenuto della presentazione è insufficiente. [...] Dovresti dare
al tuo pubblico una seconda possibilità di comprendere la questione. E una
terza. Ripetute variazioni dello stesso tema spesso chiariranno e
svilupperanno un'idea. 2. Per spiegare idee o dati complessi usa il metodo
PGP: Particolare Generale Particolare Ad esempio, per aiutare il tuo
pubblico a capire una complessa tabella di dati, introduci brevemente la
tabella, poni in rilievo un numero particolare e di' qual'è il suo
significato; quindi fai un passo indietro e descrivi l'architettura
generale della tabella; infine rafforza il tutto con un secondo
particolare, spiegando cosa significa un altro numero. Questi due
particolari possono essere selezionati sia per fare un punto essenziale
(?) che per spiegare l'ordine dei dati. Con PGP la tua spiegazione risulta
più credibile poiché hai più di un singolo aneddoto (ne hai due) per
accompagnare la teoria generale. [...] dovresti fornire spiegazioni ad
alta risoluzione, che siano chiare e anche ricche di contenuto. Cerca di
massimizzare la quantità di informazione trasferita al tuo
pubblico.Internet è un ottimo strumento per diffondere la conoscenza a
livello globale poiché elimina le barriere e le distanze geografiche.
Purtroppo permangono i problemi di accesso legati al digital divide. La
lettura di un ipertesto alla fine è sempre lineare. Abbiamo, come dicono
gli americani, un plot, un intreccio, una trama, ma quello che alla fine
leggiamo è sempre una story, una storia lineare. In quanto progettista
credo che sia sempre un bene delineare in qualsiasi ipertesto un percorso
consigliato che lo percorra interamente, lasciando comunque al lettore la
possibilità di saltare da un punto all'altro e di ripercorrere lo stesso
tragitto a ritroso.

Una tesi semplice nella sua complessità
Questa tesi è stata scritta per essere letta e compresa dal più ampio
numero di persone, cercando di colmare qualsiasi lacuna del lettore sui
temi trattati. Forse ciò porterà molti a pensare che spesso mi dilunghi
troppo su argomenti scontati e che il linguaggio sia troppo semplice. Ho
cercato di ovviare al primo inconveniente creando visivamente dei livelli
differenti di approfondimento che ciascun lettore è legittimato a saltare
nel caso in cui tratti argomenti per lui ovvi e quindi spesso noiosi. Il
secondo inconveniente io lo vedo esclusivamente come un pregio e spero che
i lettori la pensino allo stesso modo.