Diffondere la conoscenza (e altro)

Diffondere la conoscenza (e altro)
Versione 1.0, 28 Luglio 2002

Copyright (C) 2002 Lorenzo De Tomasi
via Bellaria 6, 21018 Sesto Calende (VA), Italia.
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Introduzione

Mi chiamo Lorenzo De Tomasi e sono un architetto dell'informazione,
grafico, progettista di interfacce laureando presso la Facoltà del Design
del Politecnico di Milano.
La mia tesi riguarda la progettazione dell'interfaccia di un servizio
basato sul web per facilitare il contatto per la collaborazione per lo
sviluppo di progetti comuni, in particolare nel mondo universitario e
opensource.
In poche parole sto lavorando ad un servizio che si avvicina lontanamente
a Sourceforge ed è ad esso complementare.
Se desiderate maggiorni informazioni non esitate a chiederle.
Il mio relatore è Giovanni Anceschi, una delle maggiori autorità italiane
per quanto riguarda la progettazione delle interfacce, l'organizzazione
dell'informazione e il graphic design, recentemente passato all'Università
di Venezia.

Quello che propongo qui di seguito sarà un capitolo della mia tesi. In
alcuni punti riprendo e approfondisco interventi fatti su Mlist -
www.mlist.it che mi hanno aiutato a chiarirmi le idee. Innanzi tutto
ringrazio queste persone e chiedo loro il permeso di citarle nel testo
definitivo.

In secondo luogo chiedo a chi leggerà il capitolo che riporto qui di
seguito di commentarlo (in particolar modo di criticarlo), di esprimere la
propria opinione, di aiutarmi a definire i concetti non chiari, di
ampliarlo, di modificarlo.
Potete intervenire sul testo stesso (qui scritto in xml, ma credo comunque
di chiara comprensione) scrivendo l'intervento come un commento
nell'esatto punto in cui lo inserireste.
Basta che lo poniate tra , indicandovi anche anche come autori,
nel seguente modo:
Lorenzo De Tomasi Questo è il mio commento -->
in questo modo mi risparmierete molto lavoro con un vostro spero minimo
sforzo.
A questo punto vi chiedo di rispedire a me (e alla ML se dimostrerà
interesse) il testo modificato in modo tale da ottenere uno spero ottimo
lavoro collaborativo in cui tutti i coautori saranno citati.

Ringrazio tutti anticipatamente.
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Il capitolo della tesi

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Diffondere la conoscenza
Quando mi trovo a dover affrontare un argomento nuovo, di
cui non conosco assolutamente nulla, mi sento come quando da bambino
facevo mille domande per capire e volevo che le risposte fossero
semplici,complete e chiare. Il problema era che gli adulti, quando andava
male, mi spiegavano le cose sommariamente, credendo che io non fossi in
grado di comprenderle, classificandole come "roba per grandi",
liquidandomi con un odioso "da grande potrai capire";

quando andava bene, mi spiegavano le cose come le avrebbero spiegate ad un
adulto, dando molto per scontato, senza pensare minimamente al fatto che
io non potessi conoscerne il significato o il funzionamento.

Quando parliamo con una persona di un argomento che noi padroneggiamo e
lei non conosce, dovremmo essere noi ad adeguarci alle sue scarse
conoscenze, cercando di colmarle al meglio.
Un atteggiamento sbagliato è quello di lasciare che una persona inesperta
lo rimanga a vita. Spesso questa è una condiscendenza interessata,
solitamente mossa dal fatto che chi è inesperto è manipolabile più
facilmente.
È l'atteggiamento adottato, ad esempio, dalle televisioni che dismettono i
programmi culturali a favore di trasmissioni come Domenica In e Buona
Domenica, che prediligono il pettegolezzo, il gioco di fortuna, la
canzonetta stonata alla cultura, perchè - dicono - è questo quello che
vogliono i telespettatori; è l'atteggiamento adottato da chi da al
"popolo" il peggio perchè - dicono - è questo che il popolo vuole.

L'obiettivo di ciascuno di noi dovrebbe invece essere quello di
contribuire il più possibile ad alzare il livello culturale di ogni
singola persona con il fine di diffondere la conoscenza e far crescere
l'intera società.
È un atteggiamento simile, ad esempio, a quello adottato dalle
associazioni dei consumatori, che informano a largo spettro i cittadini
proprio perchè siano più preparati e possano concludere i loro acquisti in
modo consapevole.

Questa parte è un'ampliamento e una revisione degli
interventi di Stefano Sirri e Stefano Govoni
su Mlist - www.mlist.it, dal 24 al 25
luglio 2002
Dovremmo convincerci di quanto è deleteria la forma mentis consolidata
dall'abitudine di esporre le nostre conoscenze in modo complesso per
apparire più colti e professionali, per sentirci parte di un'elite, per
garantirci una conoscenza superiore ai concorrenti costruita sul segreto
professionale.

Facilitare la comprensione
Presa piena consapevolezza del nostro interesse personale a
disseminare conoscenza per accrescere il livello culturale di chi ci
circonda dovremmo renderci conto che non basta rendere di pubblico dominio
quello che sappiamo, ma dovremmo anche sforzarci ad esporlo in un percorso
e con un linguaggio che facilitino al più ampio numero di persone la
comprensione e l'assimilazione con il minimo sforzo, per lo meno fornendo
alcune fonti necessarie chiarire e approfondire i punti che non ci siamo
sforzati a rendere facilmente accessibili.

Mi ritrovo pienamente d'accordo con Ivano Colombo quando scrive che è
possibile insegnare qualsiasi argomento a qualsiasi bambino di qualsiasi
età, purché si trovi una forma "onesta" per farlo.
Ivano Colombo, Comunicazione esperienziale, La scrittura
dinamica come psicologia dell'educazione, Imagine, Trezzo sull'Adda,
Milano,
2001
Questo principio può essere sicuramente esteso ad un adulto che si
avvicina per la prima volta ad un argomento di cui è del tutto all'oscuro.
Spesso cercando la risposta ad una mia domanda su un libro scritto
appositamente per bambini ho compreso argomenti molto complessi con un
minimo sforzo.

Provate a dare un'occhiata a questi libri per bambini (ma
non solo): sono il chiaro esempio del fatto che si possa rendere
comprensibile un argomento anche molto complesso a chiunque in modo
indolore se non addirittura divertente.
Edwin Abbott Abbott, Flatlandia A Romance of Many Dimensions, 1882
(edizione italiana: Flatlandia Romanzo a più dimensioni, Adelphi, Milano,
1996, ISBN
88-459-0982-4)
David Macaulay, The Way Things Work, 1988

Più livelli di conoscenza
Un libro straordinario come Flatlandia di Edwin A. Abbott
riesce ad avvicinarci con semplicità al complesso tema della quarta
dimensione.

Flatlandia
Spiegandoci l'essenza delle tre canoniche dimensioni
(lunghezza, larghezza e altezza) del mondo in cui viviamo, Abbott ci
prepara all'eventualità di una quarta dimensione ancora sconosciuta. Il
suo procedimento è semplicissimo. Ci viene offerta la descrizione minuta
di un mondo a due dimensioni nel quale non si ha nemmeno il concetto della
terza.

Tutto in Flatlandia è assolutamente piatto: case, abitanti, alberi. E il
giorno in cui una sfera, cioè un solido, elemento tridimensionale, penetra
in quel mondo ad annunciare l'esistenza di una terzadimensione
(l'altezza), nessuno fra gli abitanti è disposto ad accettare una realtà
che on si può controllare coi sensi. Escursioni in altri mondi, quello a
una sola dimensione e quello che di dimensioni è affatto privo, ci mettono
di fronte a situazioni analoghe: anche gli abitatori di quei mondi
rifiutano quella che per noi, privilegiati cittadini di un universo più
articolato, pare la più elementare delle verità. Ma alla fine del viaggio
è il lettore che si sente rivolgere la domanda fatidica: tu che hai riso
incredulo alla vista di un'umanità inferiore, imperfetta e brancolante in
un buio ostinato, come reagiresti alla rivelazione che esiste un mondo a
te superiore, una «quarta dimensione», che forse non puoi comprendere
appieno né coi sensi né con la ragione, ma alla quale ti si chiede di
credere con la fede?

Masolino d'Amico, Prefazione a ³Flatlandia Romanzo a più dimensioni²,
Adelphi, Milano, 1996, ISBN 88-459-0982-4

Nonostante questo racconto faciliti la comprensione, non può essere certo
considerato un testo per matematici o fisici esperti sull'argomento. Può
forse invece essere considerato un'introduzione che fornisce stimoli e
apre numerosi interrogativi su una scienza fatta di ragionamenti e formule
complessi.

Così come in ciascun campo del sapere si va dai semplici curiosi agli
esperti addetti ai lavori, così potremmo classificare la conoscenza - e
conseguentemente gli strumenti per diffonderla - in più livelli che vanno
da quelli per i curiosi e per gli utilizzatori, divulgativi, che
introducono all'argomento, ne chiariscono gli aspetti fondamentali,
generano interrogativi, stimolano l'approfondimento,

a quelli per esperti addetti ai lavori, approfonditi, che richiedeno anche
anni di studio e di lavoro.

Una conoscenza da curioso o utilizzatore ci permette di discutere
dell'argomento e di avere idee a riguardo; se non ci permette subito di
realizzarle ci apre comunque la strada alla comprensione del successivo
livello di approfondimento fino all'apprendimento di tutto ciò che ci è
necessario alla costruzione dell'idea.

Per essere chiari la scarsa padronanza dei misteri termodinamici del ciclo
di Otto non mi impedisce di andare al mare con paperella e sarchiapone il
venerdì pomeriggio - per fortuna!

Anche Internet è un buon esempio. Oggi tutti noi ci connettiamo alla rete,
usiamo gli strumenti che ci offre in modo tradizionale e possiamo
inventare in nuovi modi creativi, possiamo conoscere tutte le potenzialità
che offre e immaginarne di nuove e future, possiamo ideare nuovi servizi
innovativi, tutto ciò senza avere nessuna conoscenza tecnica legata alle
applicazioni per lo sviluppo, ai linguaggi di programmazione, alla
costruzione e al funzionamento dei database, delle reti di computer, delle
centrali di switching elettromeccaniche per telefonare, dei personal
computer, ecc.

Tutti questi aspetti sono parte integrante della conoscenza dell'addetto
ai lavori, dell'esperto, dell'appassionato, di chi ha tanto interesse per
un argomento da avervi investito e da continuare ad investire abbastanza
energie da padroneggiarne molti se non tutti gli aspetti.
È il caso del fisico e studia le radiazioni solari o il moto delle onde,
del dermatologo specializzato in ustioni, ecc.
Per quanto riguarda Internet, è il caso del webmaster, dell'esperto in
html, Java, XML, ecc., dell'Information Architect, del graphic designer,
ecc.
Queste persone, unendo le loro competenze, sono in grado di portare alla
realizzazione materiale di un'idea avuta anche da chi non è ufficialmente
addetto ai lavori.
Questa parte è un'ampliamento e una revisione
dell'intervento di Gianni Catalfamo su
Mlist - www.mlist.it del 28 luglio 2002 alle ore 12:12

Le difficoltà del semplificare
Uno dei problemi è che noi adulti (o quasi) abbiano una
forte difficoltà a semplificare le cose fino all'osso tanto da renderle
comprensibili anche a un bimbo.
Forse è in parte un problema di tornaconto: non riusciamo a vedere
chiaramente il guadagno a lungo termine che potremmo trarre dall'investire
anche ingenti risorse nella diffusione della conoscenza.
Spesso la nostra mente non riesce a far quadrare il necessario bilancio
tra sforzo, tempo, denaro, ecc. investiti e i numerosi, ma ben più
difficilmente quantificabili, guadagni in termini di divertimento, di
crescita intellettuale propria e di chi ci circonda, di una più facile
futura reperibilità di collaboratori, ecc. alla fine sempre riconducibili
ai più materiali tempo e denaro.

Purtroppo siamo eccessivamente ossessionati e attratti dal guadagno
immediato.
È una miopia simile a quella delle aziende che non investono sulla ricerca
e l'innovazione.

Farsi comprendere
Se siamo in grado di spiegare una cosa significa che la
abbiamo appresa o ci siamo giunti con la nostra intelligenza. Un ottimo
approccio sarebbe quello di spiegare sempre come siamo giunti alla
comprensione di un argomento.
Una bibliografia consigliata può aiutare il lettore nella scelta delle
risorse di approfondimento, evitandogli di sprecare tempo per l'analisi di
materiale di bassa qualità. Il link ipertestuale può rivelarsi un utile
strumento per l'approfondimento di argomenti specifici.
L'integrazione dei migliori concetti ed esempi in una nuova risorsa o la
creazione ex novo di materiale mai pubblicato si rivelano ancora più
efficaci dal momento in cui, selezionando o creando direttamente i
concetti più efficaci, si evita allo studente lo studio ripetuto di
materiale inutilmente troppo simile.

Edward Tufte
pgp, ovvero dal particolare al generale e di nuovo al particolare.

Internet è un ottimo strumento per diffondere la conoscenza a livello
globale poiché elimina le barriere e le distanze geografiche. Purtroppo
permangono i problemi di accesso legati al digital divide.

La lettura di un ipertesto alla fine è sempre lineare. Abbiamo, come
dicono gli americani, un plot, un intreccio, una trama, ma quello che alla
fine leggiamo è sempre una story, una storia lineare.
In quanto progettista credo che sia sempre un bene delineare in qualsiasi
ipertesto un percorso consigliato che lo percorra interamente, lasciando
comunque al lettore la possibilità di saltare da un punto all'altro e di
ripercorrere lo stesso tragitto a ritroso.

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