DM fai da te - Il caso Sanità

Ho ricevuto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
(firma illeggibile e chiaramente stampata) l'opuscolo sull'utilizzo
intelligente dei medicinali.

Lodevole iniziativa che, tra stampa e postalizzazione, deve essere
costato un occhio della testa di ciascuno di noi.

Mi domando però: se una piccola parte di questa enorme spesa fosse stata
destinata a chiedere la consulenza di un professionista del DM, forse
Berlusconi - che di comunicazione dovrebbe intendersene - avrebbe evitato
qualche scivolone di stile e ottenuto il rispetto almeno di quelli del
mestiere.

Ad esempio:

se ogni lettera contiene l'anagrafica del destinatario, l'attacco della
lettera poteva essere personalizzato col suo nome con pochissimo sforzo,
evitando quel "Cara amica, caro amico" che di solito si utilizza quando
non si conosce il nome del destinatario;

iniziando una lettera con questo attacco impersonale e pluralizzato,
l'estensore del testo ha pensato che i destinatari fossero due per ogni
lettera - non è vero, in famiglia ne abbiamo ricevute una a testa - e
prosegue dando del "voi" invece di "lei", o forse aveva delle
reminiscenze da ventennio;

lo stesso estensore ha pensato che l'obsoleta formula del "Voi" "Vi" con
la "V" maiuscola fosse una formula deferenziale adatta a rivolgersi a
degli italiani comuni: figuriamoci, non si usa o non si dovrebbe usare
più nemmeno nelle comunicazioni ufficiali, almeno quelle che vogliono
darsi un'impronta di modernità;

visto che il logo della presidenza del consiglio è in blu, non costava
molto fare finta che l'attacco della lettera e la firma fossero state
scritte a mano con una stilografica a inchiostro blu;

ultima considerazione: siamo certi che non si poteva risparmiare carta e
costi, concentrando il testo della lettera su una sola facciata o, nel
caso in cui proprio non si poteva fare a mento della tirata
autolaudativa, stampandola in bianca e volta?

Qualcuno dirà: meglio così che nessuna comunicazione. Forse, ma il fai da
te in comunicazione da parte di chi spende miliardi per altri tipi di
consulenze è veramente deprimente. Su quale base si può fare del new
business per le nostre strutture nei confronti di chi ha per le nostre
competenze questo tipo di considerazione?

Buona settimana a tutti,

Guido Ferraguti

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