E-commerce alimentare: quali i numeri?

Numeri, numeri, e ancora numeri... buona sera Elena, buona sera lista.

Non vorrei sembrare ripetitivo ma dalla conoscenza dei numeri e dalla loro
interpretazione credo possa emergere la formulazione di un business model
(o più modestamente di un singolo progetto) vincente.

Dunque: per il settore alimentare, quali sono i numeri del web italiano?

Quanto pesa rispetto ai tradizionali canali della vendita al dettaglio e
della Gdo? Quali i trend in atto? Si nota qualche segmento (prodotti
tipici, vini, paste secche, insaccati... fate voi) che ha ricevuto una
risposta migliore di altri grazie all'utilizzo del web come canale di
promozione, contatto, cura della clientela?

E le vendite, queste benedette
vendite: in che percentuale stanno rispetto al numero di visitatori? O in
che misura rispetto a campagne promozionali online (indici di
trasformazione da click sul banner ad acquisti) o below the web (marketing
virale, comunità virtuali, newsgroup etc)?

E gli importi medi (visto che a
differenza che in un negozio "su strada" qui un utente deve anche
calcolarsi i costi di trasporto, che per generi "poveri" come ad esempio
pane, pasta o pasticceria secca incidono a volte più del prodotto stesso)?

E ancora, ultima domanda: si dice che un bene vada venduto non per il
prezzo ma per la qualità, e ci credo. Ma sul web questo è ancora vero? Si
può incrementare le vendite occupando nicchie di "alto di gamma"? E come
comunicare questa superiore qualità, visto che l'utente non può
toccare/assaggiare/annusare la qualità di beni venduti a distanza? (anche
qui: strumenti, numeri, dati...).

Se non vi ho stordito con il mio solito profluvio di richieste "numerarie"
vi saluto e attendo fiducioso di scorgere un faro... nel vasto mare oceano
del web!

dott. Luca M. Spoldi
Amministratore Unico 6 In Rete Consulting Sas
Responsabile progetto Altrovino.com


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