e-do: considerazioni dall'interno

Carissima Elena,

prendo spunto dalla e-mail di Alessandra (Gaudino) e dal fatto che come
sai, da tempo vi seguo sui diversi temi che affrontate.

Credo però che riguardo allo Spamming e la Data Privacy, oramai sempre più
spesso siamo in presenza di autentiche "fobie" e per ciò, visto che creare
delle informazioni "intelligenti" ed "utili" occorre impegnarsi, credo che
non si debbano confondere tali contributi con i .. messaggi commerciali.

Di seguito il pezzo che verrà pubblicato su "Lastampa On line" e che
intende iniziare una discussione "costruttiva" sul fatto che se la
Pedofilia è un reato, scambiarsi informazioni e contributi, è una
ricchezza, che non deve rimanere ai pochi che la possiedono e se qualcuno,
come e-Do investe nel crearli, chiarire di cosa si sta parlando forse è
cosa giusta.

Se vuoi pubblicare la parte sottostante su mlist, fai pure è a tua
disposizione, mi predo tutte le responsabilità sul contenuto.

Ho coinvolto in CC: anche Roberto, Giovanni, Alberto, Sebastiano e la
stessa Alessandra, in quanto credo che se ciò è vero, il vero valore di
Retronet sia proprio quello di condividere le informazioni di un mondo che
cambia, tra coloro che del cambiamento spesso ne sono causa e diffonderle.

Ciao e a presto.

Alberto

L’INTERVENTO - Paura dello spamming ? Rischio di isolamento !
di Alberto Fattori - Presidente e-DO SpA
The Strategic Advisor for the Net-Economy

Si sta diffondendo una nuova nevrosi tra gli internettiani: lo stress da
spamming. Basta ricevere alla propria casella di posta elettronica un
messaggio proveniente da uno sconosciuto per incominciare ad irrigidirsi
sulla sedia. Se poi il messaggio non cattura il destinatario, questi grida
allo spamming, alla violazione della propria privacy, inveendo contro chi
ha avuto l’ardire di utilizzare senza previa autorizzazione il proprio
indirizzo di posta. Scusate, ma mi sembra un atteggiamento esasperato.

Ritengo si debba fare chiarezza su alcuni punti.

1) Internet per definizione strutturale è aperto alla libera circolazione
delle idee. Di tutte le idee. Sta al singolo fruitore la maturità di
discernere tra idee condivisibili oppure no. Tra propaganda di parte,
informazione faziosa da un lato, e proficuo scambio di opinioni ed
obiettiva divulgazione di pensieri dall’altro.

2) Il mondo di Internet è un mondo connesso. Chi vi partecipa lasciando
tracce, come un indirizzo e-mail in una form di registrazione o in una
mailing list, si espone, consapevolmente o no, all’eventualità di essere
contattato da chiunque altro. Se non accetta questo elemento
caratterizzante del sistema (che può essere sì un rischio, ma anche
un’opportunità), forse è meglio che stacchi la connessione.

3) Occorre distinguere tra offerte commerciali e servizi informativi.
Inviare ad indirizzi di posta elettronica le più svariate offerte
commerciali senza previa autorizzazione, questo è spamming ! Niente di
diverso, però, rispetto alla pubblicità nella casella della posta o del
volantino sul parabrezza. Qui Internet ha tuttavia una chance in più:
affinare le armi del armi del permission marketing. L’invio sarà legittimo
solo se l’utente, allettato dalla possibilità di buoni affari e magari
anche targettizzato, darà l’assenso a riceverlo.

4) Se invece uno sconosciuto deposita nella nostra e-mail box un messaggio
che è esclusivamente informativo e non promozionale, questo non è spamming.
E’ come se qualcuno sul tram dicesse ad alta voce: “ehi, la sai questa…?”
La notizia può interessare, lasciare indifferenti o infastidire, ma è una
notizia. La sua divulgazione non lede la privacy di alcuno, anzi
contribuisce alla libera circolazione dei pensieri. Un servizio
informativo è sempre, indipendentemente dalla reazione di chi lo riceve,
potenziale accrescimento di sapere. Dunque ricchezza.

5) Da ultimo, un timore. Chi vorrebbe esigere un permesso preliminare per
acconsentire a ricevere qualunque tipo di informazione, ho paura si chiuda
in una torre d’avorio. Il suo atteggiamento mi sembra profondamente
elitario. Se ci parliamo “addosso”, ossia comunichiamo solo con il gruppo
di appartenenza escludendo qualsiasi apertura con chi dall’esterno urla la
propria esistenza inviando una mail, beh… temo che rischiamo l’isolamento.

La nostra comunità sarà omogeneamente composta di persone che condividono
i nostri interessi, ma lo scambio di idee resterà circoscritto. E potremmo
non accorgerci di qualcuno che, fuori di qui, sta cambiando il mondo.

Saluti

Alberto Fattori
Presidente e-DO SpA
The Strategic Advisor for the Net-Economy