... e dopo "il gratis" ?

Ciao a tutti,

prima di tutto mi presento:mi chiamo Roberto Previtera e mi occupo di
Information Technology da diversi anni, da un paio in particolare di
internet.

mi piacerebbe avere la vostra opinione riguardo a un'idea semplice,
almeno apparentemente: ripensare internet come "a pagamento".

Senza dilungarmi troppo sappiamo bene che internet, e in particolare il
Web sono stati progettati per scambiare e diffondere informazioni in
modo semplice, senza tener conto delle problematiche relative a
tranzazioni di monetica e in generale al prezzo dell'informazione stessa.

Adesso che il modello di business basato sulla pubblicita' sembra non
essere sufficiente, forse i tempi sono maturi per un modello "pay per
click" o "pay per use", dove per accedere a determinate URL sia
necessario pagare una cifra seppur modesta.

Per fissare le idee prendiamo in considerazione l'ormai defunto o quasi
Minitel di France Telecom, con tutti i limiti tecnologici e non solo di
un sistema centralizzato ha comunque riscosso un notevole successo
producento utili e soddisfazioni per tutti.

Riproporre un modello simile nella Grande Rete non e' certo semplice, ma
non impossibile.

Naturalmente esistono gia' sistemi che gestiscono pagamenti e
micropagamenti, vedi omnipay.omnitel.it o bip.bpm.it, tuttavia credo che
non possano rappresentare una soluzione generale al problema.
Infatti richiedono comunque una procedura certo semplificata rispetto al
pagamento con carta di credito ma pur sempre complessa, senza contare la
mancanza di uno standard, sia per l'utente finale che per l'integrazione
con i merchant.

Secondo voi potrebbe funzionare un sistema che preveda ( sempre citando
Minitel) una autenticazione iniziale, utilizzo di servizi e contenuti a
pagamento con il processo di acquisto implicito nel "click" dei link
corrispondente e pagamento unico a fine mese ?

Sareste disposti a pagare una piccola cifra (il costo di un SMS) per
leggere un articolo, o per inviare una mail senza attach pubblicitari, o
... ?

Saluti a tutti,
Roberto