E-government in talia?

Cari Listaroli,

desideravo farvi partecipi di una cosa che mi è capitata e delle
riflessioni che ne sono conseguite.

Mia moglie cambia lavoro e dal privato finisce nel pubblico. Nei primi
giorni di lavoro comunica che desidera che lo stipendio venga versato in
banca. Invece di accettare (come mi è sempre successo nel privato)
semplicemente il numero di cc, il cab e l'abi, le consegnano un foglio che
deve essere compilato e timbrato dalla banca.

Io ho un conto Internet. Fortunameente di una banca fisica e quindi ho
potuto rivolgermi ad uno sportello perchè mi compilassero il tutto.
Ma se il mio conto fosse stato in una banca nata in e per Internet (penso
ad esempio a fineco o mediolanum)? Che avrei dovuto fare? Qualunque
soluzione si fosse trovata sarebbe probabilmenta stata dispendiosa.

Mi sono quindi chiesto, e chiedo anche a Voi: è possibile che una
amministrazione dello stato viaggi ancora su timbri e contro timbri?

Il bello è che tutto ciò succede contemporaneamente alla presentazione
delle prime carte di identità elettronica, che dovrebbero contenere la
firma elettronica e permettere quindi di interagire con le amministrazioni
pubbliche via Internet.

Ma senza andare sul 'tecnologico', in un periodo in cui il governo emana
il Testo unico sull'autocertificazione: come farà lo stato a fidarsi che
io dica il vero se non mi crede direttamente nemmeno quando gli dico dove
inviare i miei soldi?

Temo che la burocrazia italiana abbia ancora molta strada per crescere ed
entrare nell'era digitale...

Sono io l'unico pessimista?!

Saluti a tutti.

Marco Campagnolo


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Ivrea Italy