e-learning e sua diffusione in Italia

Con questo intervento vorrei dare una mia opinione sul tema
dell'e-learning, riferendomi, in particolare, al messaggio postato da
Barbara Padovan il 29 marzo.

Credo che l'e-learning possa avere futuro in Italia tanto quanto lo può
avere negli altri paesi. Perché si abbia un'effettiva diffusione dell'uso
delle tecnologie di Rete e, più in generale, delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione nell'ambito della formazione
ritengo che sia necessario, da un lato, che le aziende siano disposte ad
adottare sistemi di e-learning, dall'altro lato, che le istituzioni
sostengano tali sistemi, anche e soprattutto in ambito universitario.

E' chiaro che l'applicabilità delle tecnologie elettroniche alla didattica
è limitata. Sono molte le discipline che richiedono un insegnamento
svolto in presenza fisica del docente e del discente. Ciò può essere
dettato da più di un motivo. Pensiamo alla formazione di un chirurgo o a
materie umanistiche nelle quali l'intensità dei processi di discussione è
tale da non permettere la sostituzione del dialogo in un ambiente reale
con il dialogo in rete. Sono convinto che la smania (molto giornalistica
ma ben poco realistica) di credere che davanti a tutti i tipi di attività
debba essere posta una e (e-business, e-commerce, e-medicine,
e-government ... perfino e-agriculture!) altrimenti diventano "old",
debba essere molto ridimensionata. L'impiego della Rete non può essere
pervasivo.

Ciò che si può dire a sostegno dell'e-learning è che esso può racchiudere
una serie di vantaggi tra i quali un risparmio di costi in molti casi
consistente. Ho citato tale vantaggio (ce ne sono molti altri,
naturalmente!) perché le aziende (che saranno i principali utenti di
soluzioni di e-learning), nel decidere se adottare un'innovazione, tendono
a fare soprattutto considerazioni di carattere economico.

Cito anche un altro aspetto, non monetario, che rappresenta un'opportunità
enorme e riguarda più specificamente l'on-line learning: l'apprendimento
collaborativo. L'OLL impostato non come mera trasposizione dei contenuti
dal libro alla pagina Web bensì come sistema che sfrutta le possibilità di
comunicazione della Rete apporta un salto qualitativo tangibile rispetto
alla formazione tradizionale. Mi riferisco ad una didattica in cui gli
utenti apprendono non in modo isolato ma in comunità (per una breve
trattazione sull'on-line learning, chi è interessato può leggere un paper
nel sito SdiLab all'indirizzo
http://www.viu.unive.it/tedis/ sdilab/km/km-paper/insert_fran zina_oll.htm).

In conclusione credo che in Italia l'e-learning potrà conoscere nei
prossimi anni una forte diffusione, anche se non con i tassi di crescita
che stanno interessando il caso degli Stati Uniti. E' necessario, però,
che i potenziali utenti si rendano conto dei modi in cui esso può creare
valore.

Nicola Franzina