E-mpty Box: o dei nuovi furbi della pubblicità on line

Ciao Elena e ciao a tutti,

da un po' di tempo noto come vi sia un abuso dei banner Trade Doubler,
quelli che riconoscono una percentuale al publisher, nel caso in cui
l'utente, dopo aver cliccato, procede all'acquisto di un prodotto oppure
effettua una richiesta di informazioni.

E' la normale prassi basata su una sorta di "profit sharing" o "pay per
lead", esiste da anni e non ci sono dubbi che sia conveniente per il
cliente e per la concessionaria. Ma lo e' effettivamente per te editore
del sito? Qualche dubbio e' lecito. Perche', se viene effettuata solo
una vendita ogni 5000 impressions del banner, devi ospitare un banner
che genera brand awareness a costo pressoche' zero?

E qui entra in gioco, se vogliamo, e se mi passate il termine, "la legge
dei grandi numeri". e' chiaro che a quel punto, tu editore, avrai tutto
l'interesse a veicolare il maggior numero possibile di utenti verso il
tuo sito (la stessa cosa accadeva ai tempi del "pay per impression"),
facendo affidamento sulla seguente regola: al crescere del numero di
visitatori, crescera' anche il numero di cliccatori potenziali del
banner, e quindi di clienti potenziali. E il fatturato generato
aumentera'. Ma, con l'elevata competizione esistente tra i portali
verticali, come far aumentare il numero di visitatori del tuo sito? Se
tu fossi un editore di buon senso, mi risponderesti "fornendo contenuti
di qualita'".

Se invece sei un web editor piu' furbetto, effettui una pratica, che sta
diventando quasi trendy, anche se, e' chiaro come, agli occhi dei piu'
maliziosi, apparira' al limite del phishing.

Si, sto parlando dei siti
"e-mpty box" (scatola vuota): il termine non esiste, ma lo conio per
l'occasione, e credo che un esempio rendera' l'idea. La ricetta e'
questa. Prendi un dominio accattivante, che generi confusione nel
consumatore. Riempilo di banner e link testuali TradeDoubler che
conducano verso un sito e-commerce che ti paga a percentuale. Aggiungici
una spruzzata di contenuti ricalcati dagli stessi siti originali, e il
gioco e' fatto.

Perche' la pratica funziona? E' semplice: perche' aumenta il ranking su
Google; perche' il consumatore finale non distingue, di primo acchito,
il sito originale da quello fotocopia; perche' di illegale non c'e'
nulla; perche' il dominio scelto e' spesso semplice ed immediato, cosa
che ne autoalimenta il successo.

Qualche esempio:

http://www.pcperstudenti.com/

E-mpty box creata sull'onda dell'iniziativa ministeriale "Un c@ppuccino
per un PC" che permette agli studenti universitari l'acquisto di un PC a
condizioni vantaggiose. Come da manuale, il dominio scelto e' semplice
da ricordare, la grafica del sito e' amichevole e i contenuti ricalcano
pari pari quelli del sito ufficiale dell'iniziativa:
uncappuccinoperunpc.it

Scrollando fin verso meta' pagina circa, troviamo una bella vetrina
intitolata "Alcuni esempi su MonClick". Che sembrerebbe essere
illustrativa e punto. In realta', e' in questa vetrina che si nasconde
il motivo di creazione della e-mpty box. Quei prodotti altro non sono
che link a provvigione verso il sito di e-commerce monclick.it

http://www.mac.it/

Altra e-mpty box. Ma vuota per davvero. Gli autori hanno preso un
dominio (mossa di dubbia legalita', dato che Apple ci tiene a tutelare i
propri marchi registrati) di massima essenzialita', il migliore
possibile, nel Bel Paese, subito dopo apple.it. Neanche lo sforzo per
metterci uno straccio di contenuto. Zero. Semplicemente le vetrine
prodotto di Apple Store (sito e-commerce ufficiale di Apple),
copiaincollate, con l'aggiunta dell'ormai famoso link che passa da
TradeDoubler e che, se il cliente acquista, ti riconosce la provvigione.

Chi guadagna e chi perde?

Chi guadagnera' da questa pratica e' ormari chiaro: sara' il publisher
furbo. Ma, dato che non e' illegale, e che per il consumatore, questo
trucchetto, non comporta alcun sovrapprezzo nell'acquisto, chi ci perde
sul serio? La mossa va a tutto svantaggio dei siti che, per ottenere
introiti accettabili, basati sul pay per lead et similia, cercano di
allargare il bacino di utenza investendo risorse (in termini di tempo e
denaro) per fornire contenuti di qualita' e differenziarsi nel panorama
dell'editoria digitale.

Cosa ne pensate?

Saluti a tutta la lista,

--
Alessandro Palmisano
http://netsourcer.blogspot.com /