E possibile fare Branding con campagne SEO e PPC?

Gentile Lista, Buongiorno a tutte/i!

Volevo condividere con voi tutti una questione che ogni tanto torna nei
forum specializzati, nei convegni, e nelle discussioni all’interno delle
aziende che si occupano di web marketing.

Spesso emerge la conclusione che, in una prospettiva di rafforzamento del
brand, il search marketing sia da accantonare, come uno strumento
finalizzato unicamente alle vendite, al ROI.

In realtà verrebbero subito da fare delle considerazioni.
La prima è versante SEO: da studi svolti da Jupiter Research emerge che il
36% degli utenti pensa che i siti che primeggiano nelle SERP siano quelli
di aziende leader del proprio settore, anche se, come sappiamo, ciò non è
sempre vero.

Versante PPC: i programmi a pagamento dei principali motori di ricerca,
Adwords e Yahoo Search Marketing (Overture), con modalità e regole
differenti, consentono di posizionare i propri annunci al top dei
risultati (posizione Premium), e far così che vengano evidenziati.

All’occhio dell’utente non può che risultare il risultato più pertinente
ed autorevole, oltre che rimanere nella sezione di pagina dove prima cade
l’occhio.

Anche se il sito è gia ben indicizzato e presente nelle prime posizioni
del motore nei risultati naturali del motore di ricerca, fare anche delle
campagne ppc per le stesse keywords mi sembra utile all’ulteriore
rafforzamento del brand. Il discorso: “Perché devo fare PPC se sono già in
prima posizione?” è di una miopia sconcertante proprio in ottica di brand
awareness e riflette un filosofia se mi si consente il termine “da
bottega”.

Questo perché il branding porta alla fidelizzazione dell’utente che
finalmente potrà mettere il nostro sito tra i bookmark o i nostri feed nel
suo RSS reader, e ritornare su di noi anche se un giorno gli algoritmi
dei motori dovessero decidere malauguratamente di farci retrocedere nelle
SERP.

Il titolo dell’annuncio è anch’esso importante, il far apparire il nome
dell’azienda anche li e non solo nell’url visibile può consentire
un’ottima fonte di visibilità. Spesso l’utilizzo non magistrale di uno
strumento come il keyword tool di Adwords, che consente di far apparire la
query dell’utente nel titolo, può essere utile, ma il rischio è che
usandolo tutti si abbia un listing di annunci speculari, almeno per quanto
riguarda il titolo. Risultato: un’ottima occasione persa per rafforzare il
brand.

Nelle intenzioni di chi scrive è sottinteso che il search marketing da
solo non può bastare per un’azione rivolta al branding, tuttavia, oltre
alle altre componenti della web promotion, sarebbe un peccato non
sfruttare uno strumento che può avere una sua reale efficacia se
utilizzato nella sua completezza.