ecommerce dei negozianti quale futuro ?

Un grande saluto a tutti e un grazie per la vitalita' di questa lista. E'
poco tempo che ho conosciuto Mlist in cui trovo dei veri esperti del
settore che discutono di temi stimolanti a proposito di internet.

Mi butto anche io nella discussione sul tema della crescente offerta di
vetrine e negozi per i commercianti al dettaglio per far si' questi
possano vendere i loro prodotti sul mercato internet.

Ho letto informazioni sul nuovo portale novacom della confcommercio
nazionale che dovrebbe permettere ai loro associati (750 mila) di vendere
attraverso la rete. E' un progettone molto ambizioso ed in cui ci sono
molti soldi in ballo. Dal sito di Confcommercio si parla di "permettere
agli associati di riunirsi in un unico luogo , di integrare la loro
attivita' reale con una nuova attivita' virtuale e al tempo stesso di dare
ampia visibilita' anche alle realta' piu' piccole " e di "permettere con
la tecnologia di conoscere meglio il proprio cliente e di rafforzare il
grado di interazione con fornitori e di rendere piu' efficienti i processi
di approvvigionamento" fino a "garantire consulenze sul modello di
business e per gestire fornitori virtuali". Allo stesso modo mi hanno
scritto conoscenti del nord che La Stampa e l'Ascom di Torino hanno messo
insieme un progetto analogo in cui venderanno in rete i dettaglianti. Se
ho capito bene ascom e il portale "ciao qualcosa" hanno creato una societa' autonoma per gestire il business. E forse di progetti
simili ce e sono molti in Italia, ma ovviamente non li conosco.

Con questo ecommerce local to local ci sono cose che mi sembrano da
chiarire: ho deciso quindi di scrivere a questa lista per verificare se
gli esperti all'ascolto sanno darmi qualche suggerimento dato che mi hanno
chiesto da presunta esperta di internet di giudicare le possibilita' di
successo di una offerta del genere proposta ad un mio cliente.

Ecco qualche idea su cui pensare:

Per anni ho letto del valore della disintermediazione dell'ecommerce su
internet e poi si ritorna alle catene distributive tradizionali per un
consumatore che pero' si e' fatto sempre piu' furbo ?

Perche' vendere nella rete oggetti che il consumatore puo' acquistare
normalmente se non per casi di gente straimpegnata che quindi non puo'
andare nel negozio sottocasa? In questo caso sono sensati dei supermercati
food in cui fai la tua vera spesa di tutti i giorni in rete e poi te la
fai mandare a casa?

Come faranno i singoli portali a evitare che i diversi negozianti si
scannino per vendere stessi prodotti su mercati di dimensioni
microscopiche avendo poche leve per distinguersi gli uni dagli altri?

I dettaglianti come possono fare prezzi competitivi in rete quando hanno
dei margini che diminuiscono e che non dovrebbero poterli rendere
aggressivi rispetto ai venditori "solo in rete" che non hanno costi fisici
o dei produttori che tagliano le catene distributive? Io all'inizio
dell'ecommerce ho comprato in mall virtuali, poi ho capito che ovviamente
dai produttori costa meno comprare.

Come sara' organizzata la logistica della cosa cioe' sono i singoli
dettaglianti a far recapitare il bene al compratore o ci saranno dei
servizi integrati per nuoverli, ma questo a che costi e con la necessita'
di organizzare ministrutture anche da parte dei negozianti per far partire
i beni ? Confcommercio parla di offerte da 50 prodotti a mille e
addirittura una offerta grande magazzino per illimitati beni.

Se sono gli stessi dettaglianti a vendere in rete come sapranno gestirsi
le vetrine e pensare delle politiche di mktg in rete dato che molti di
questi sono arrivati da poco nel mercato interner con conoscenze dello
stesso basse ? Confcommercio propone pero' formazione sullargomento
La mia sensazione e' che si tratti di accordi e partnership in cui
probabilmente saranno gli stessi negozianti a essere strozzati: pagheranno
per dei servizi senza poter avere risultati sensati se non nel lunghissimo
periodo e quindi poi si rivarranno su quelli che gli hanno venduto cose
senza senso. Forse prima di fare questi investimenti molti dovevano
pensare meglio che cosa e' sensato vendere e come che cosa e' meglio
lasciar vendere con metodi e canali tradizionali

Scusate se sono stata lunga ma c'erano molte cose da raccontare.

Eugenia Ferrero