Eday chiude:non si vive di solo gratis!

Ciao listaroli e listarelle e listati, ovunque stiate
navigando...guardate... sul ponte sventola un'altra bandiera bianca....

Mi e' arrivato oggi il messaggio malinconico e amareggiato di Arturo Motti
che annuncia la chiusura del servizio di eDay, www.eday.it "Il quotidiano
senza prezzo" perche'...NON SI VIVE DI SOLO GRATIS!

Il quotidiano (ribadisco...senza prezzo) personalizzato che arrivava
nell'email di 40 mila abbonati, nato solo 14 mesi fa, si arrende per
mancanza di entrate pubblicitarie che possano sostenere l'azienda. La
vendita di pubblicita' doveva essere l'entrata principale per sostenere il
business, con il grande vantaggio (a detta dell'azienda) che era l'utente
a scegliere i contenuti di suo interesse, gestendo cosi' la pubblicita'
con una modalita' simile a quella della tv commerciale, ovvero
individuando i target in base ai contenuti scelti. Un advertising piu'
"mirato" (anche se sui contenuti e non sulle caratteristiche
dell'individuo) poteva essere venduto a prezzi piu' alti, ma
evidentemente la crisi nell'advertising on-line ha messo in difficolta'
l'azienda...e tutto il modello di business!

Non aggiungo altro, e vi riporto il messaggio inviato da Motti anche alla
sottoscritta (ebbene si, ricevevo anch'io il mio quotidiano
personalizzato!).

"Milano. Malinconicamente il giorno e' arrivato: ieri l'Assemblea dei soci
di eDay Srl ha messo in liquidazione la societa'. Non si vive di solo
gratis, e se il pane pubblicitario manca e non si ha ossigeno per
resistere ancora in apnea, non resta che sventolare la bandiera bianca.
C'erano progetti, c'erano intenzioni: e' mancato il tempo. Perche' il
tempo naturalmente e' denaro. eDay e' nato 14 mesi fa, e il bilancio
dell'anno scorso registra una perdita di appena 2,6 miliardi: nulla per
un quotidiano, basti pensare che un concorrente on-line ne perde 14
all'anno e non andra' in pareggio prima del 2004.

eDay no, non vedra' il 2004. Per decisione dei soci (e quindi
dolorosamente anche mia: detengo per un filo la maggioranza, ma non il
denaro per proseguire), questa splendida avventura si conclude con
l'orgoglio di aver scritto una pagina di grande innovazione nel mondo dei
quotidiani: niente carta e niente stampa, eppure quello che fino ad oggi
e' arrivato a casa dei lettori, via Internet, e' un vero quotidiano di
carta (in formato Acrobat), e per di piu' su misura, con le sole pagine
richieste dagli abbonati. Con l'aggiunta naturalmente di tutta la
parafernalia di Internet: il sito, l'archivio full-text, l'eDayAlert
(solo gli articoli che rispondono alle tue parole chiave), tutti gli
arretrati, e, udite!, udite!, il primo quotidiano per palmare, eDayMobile
(due mila lettori al giorno a soli due mesi dal lancio).

Ma si conclude anche con la malinconia di chi e' costretto a gettare la
spugna. Di chi e' costretto a guardare in faccia i bravissimi colleghi e
amici che, credendo in eDay, hanno lavorato notte e giorno e che ora
dovranno cercarsi un nuovo lavoro. Di chi, soprattutto, ha ricevuto
migliaia e migliaia di mail di apprezzamento e congratulazioni dai
lettori, che proprio in questi giorni sono diventati 40 mila. Grazie,
grazie davvero: ci ritroveremo tutti in qualche nuova avventura...

Grazie, naturalmente, anche a Elserino Piol, al quale eDay e' piaciuto
subito e l'ha finanziato con il fondo Kiwi I: grazie per avermi dato la
possibilita' di misurarmi con questa impresa. Se poi e' finita cosi', non
e' colpa del venture capitalist e delle sue logiche di troppo breve
periodo, ma di quei 2,6 miliardi di perdite: troppo pochi per esser presi
sul serio quando sulla new economy incombono nuvole piu' grosse...

Arturo Motti "

La prima vittima made in Italy del Free? Nell'era della
globalizzazione...certo non si sentira' sola, visto che nel solo mese di
giugno sono state chiuse altre 53 Internet Company (Reuters) e il
"nonsivivedisologratis" comincia a diventare un nuovo must...della nuova
economia!

E voi, che bandiera sventolate? :-)

Salutissimi,
Simonetta