Email marketing: panoramica e testimonianze

Ciao a tutti.

Nicola è stato "incriminato" di pessimismo e mi allineo a questa
osservazione.

I dubbi sull'email marketing sono leciti e le porte chiuse da parte di
molte aziende,
nei confronti di questa tecnica, non saranno rimosse entro breve.

Però nella mia attività di consulenza di Internet Marketing, vedo un
sempre maggior interesse verso
questo tema. Analogamente ad altri servizi dell'Internet
marketing che hanno già una storia di nascita, crescita, affermazione,
dobbiamo attendere che i clienti capiscano il valore di questa tecnica,
cosa che avviene
in tempi non brevissimi, e che richiede la continua promozione da parte di
noi operatori professionali,
per farne percepire il valore.

Nel 1998, vendevo per conto di una società indicizzazioni nei motori
di ricerca. L'opera di convincimento del cliente era lunga e dispendiosa,
perchè si trattava di un nuovo
strumento di marketing, all'interno di un nuovo mezzo di marketing
(Internet). I clienti poi rimanevano spesso
delusi dai risultati del prodotto acquistato, ma questo era un problema di
qualità del servizio offerto.

Oggi, sullo stesso mercato si trovano soluzioni di indicizzazione di buon
livello qualitativo, da più di un'azienda.
La tecnica si è consolidata, peraltro all'interno di un contesto di
grandissima dinamicità (funzionamento dei motori
di ricerca). Il prodotto è maturo e quasi tutti i clienti conoscono la
terminologia, anche se il mercato
è "sporcato" dalle offerte tipo "200mila lire indicizzazione in 300 motori
di ricerca", che sono solo
un trasferimento di danaro dal c/c del cliente a quello del fornitore..Chi
invece investe cifre "sensate"
(dal milione in su) riesce ad ottenere dei risultati più che tangibili.

Il parallelismo con le indicizzazioni sui motori di ricerca mi serve per
fotografare l'email marketing come
strumento per le campagne di direct mktg ancora in fase di "non piena
maturità".

Il problema dello spam (o opt-out) è importante, ma secondo me serve
soprattutto che gli operatori migliorino la qualità dei dati. Nelle mie
ricerche in USA, dove queste tecniche sono SEMPRE 2 anni avanti, ho
trovato liste di email che devono essere attentamente valutate, per
evitare di sbagliare target nella campagna per il cliente.

In Italia, la situazione è peggiore. Gli operatori acquistano le liste
negli USA o si appoggiano
a grandi database opt-in italiani, i quali si conpongono per lo più di
utenti consumer. Chi vuol fare b2b email marketing
ha quindi dei problemi appoggiandosi solo agli operatori italiani. Per non
parlare dei brand più famosi del mktg diretto offline, ancora lontane dal
determinare prodotti validi per l'email mktg.

Per chi vuol fare B2B mktg i risultati non sono preclusi però. Occorre un
grosso e serio lavoro di selezione
delle fonti di dati, ma con questo si può riuscire oggi a fare email
marketing anche al "lanificio tessile", specialmente se la campagna deve
essere condotta a livello internazionale e non solo italiano.

Alla lista richiedo adesso altre testimonianze sul tema, non solo dal
punto di vista del piccolo consulente come me, ma
anche da quello delle imprese che operano nel settore con risorse maggiori
delle mie..

Ad es.: a che punto è il progetto di SEAT con NetCreations e Consodata?
Stanno chiudendo anche questo signori a causa
degli eccessivi investimenti?

In un quadro di ricerche di mercato tutte a favore dell'email mktg,
specialmente per il lungo periodo, chi è
che sta veramente ricavando oggi da quest'attività? Esistono attività che
stanno sorgendo in Italia con questo
core-business o siamo costretti a vedere relegato l'email mktg ad attività
marginale, perchè l'impresa mira
a fare cash-flow con altre Internet solutions?

Buongiorno.it dice stia diversificando, ma forse era sovradimensionato per
un mercato
come quello attuale. Qual'è la vostra sensazione e conoscenza?

Un saluto

Roberto Cucco
Internet Marketing Consultant