Era... Blog vanità

Ciao a tutti, riapro una mia vecchia discussione, cosa che mi permette di
tornare a partecipare a questo forum, per parlare dei blog.

Oggi sul corriere ho letto un articolo di Gianni Riotta, che allego in
fondo al messaggio per chi non ha avuto modo di leggerlo.

Nel vecchio post "Blog Vanità", dicevo piu' o meno che nei blog non c'era
niente di particolarmente nuovo, ed oggi, a 3 anni di distanza (diverse
ere quando si parla di internet) leggo una frase che mi fa pensare di non
averci visto male:

"Maureen Dowd, perfida commentatrice del New York Times, rileva che
Moulitsas, la sua collega Wonkette, i blogger di successo, non appena
emersi si precipitano a firmare sui media che accusano di tradimento e
declino, giornali, riviste, libri, case editrici e tv. Particolare
divertente ma non ancora dirimente, l'avanguardia diventa sempre
ortodossia in parrucca. "

Concordo assolutamente.

Anche sulla parte finale:

"Siate appassionati dai blog o dai giornali, dunque non guardate alla
forma: è nel contenuto che dobbiamo perseguire, con coraggio e passione,
il nuovo. E siamo in ritardo."

Cosa ne pensate?

Cordiali Saluti
Alessandro Alfonso

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quoto l'articolo di Riotta.

"Scarso rilievo sulla stampa italiana alla convenzione dei bloggers, i
giornalisti ruspanti di Internet, che ha affollato il weekend a Las Vegas:
la scommessa è che i new media sconfiggano presto gli old media, grazie
ai blog, commenti d'autore online ogni giorno, capaci di spiazzare già i
quotidiani, la televisione e la radio. A sintetizzare la morale Markos
Moulitsas, 34 anni, che con il blog DailyKos ha meritato dal New York
Times il titolo di «blogger più influente d'America»: «I vecchi media ci
hanno tradito con le loro informazioni di regime, la vecchia politica con
le moine, i conservatori mentono, i progressisti non sanno che pesci
prendere».

A Las Vegas giochi fatti: presto ognuno sarà in grado di lavorare al
proprio blog, lanciare informazioni e giudizi e per i pachidermi della
carta stampata e della tv non resterà che il «cimitero degli eleganti»
secondo la battuta di Flaiano. Le mie carte di pioniere di Internet sono
impeccabili, primo giornalista su un quotidiano a firmare con mail
(rimbrottato dalle grandi firme), fondatore con Eco e Singer del Golem ,
la prima rivista online italiana, blogger su Stampa e Corriere.

Internet è la nuova frontiera dell'informazione, ma il trionfalismo di Las
Vegas è una scommessa che non pagherà. Maureen Dowd, perfida
commentatrice del New York Times, rileva che Moulitsas, la sua collega
Wonkette, i blogger di successo, non appena emersi si precipitano a
firmare sui media che accusano di tradimento e declino, giornali,
riviste, libri, case editrici e tv. Particolare divertente ma non ancora
dirimente, l'avanguardia diventa sempre ortodossia in parrucca.

Dove l'analisi di Moulitsas (ne hanno trattato bene Moltedo su Europa e
Rocca sul Foglio ) stenta è nell'affermare orgoglioso «ogni blogger
deciderà l'agenda dei problemi». La comunicazione di base, i lillipuziani
che piegano l'imperialista Gulliver di giornali e tv, non è illusione
nuova. Ogni generazione la ripete e ogni generazione ne viene poi
frustrata. I giornali credettero di piegare i libri, con futurista foga.
La radio, usata alla perfezione da Mussolini e Roosevelt, si illuse di
rendere obsoleti i giornali. La tv apparve come media totale, secondo la
falsa ipotesi di McLuhan, «il mezzo è il messaggio». Non è così, il
messaggio è il messaggio ed è sempre più forte del mezzo. Negli anni '70
il Quotidiano dei lavoratori , foglio della nuova sinistra, anticipò la
ubris di Moulitsas, con lo slogan

«gli altri giornali li leggete, questo lo scrivete»: chiuse poco dopo. E le
«radio libere, ma libere veramente» della canzonetta, durarono quanto le
gonne a fiori, una bella estate.

Credere che i media si susseguano come ere geologiche distinte è errore
antico: invece si sovrappongono, moltiplicano, coniugano, fecondano,
mutandosi a vicenda. Il cinema non annulla il teatro, lo cambia (leggete I
quaderni di Serafino Gubbio operatore di Pirandello) e nascono autori
ibridi tra i due generi, come Mamet. La fotografia non cancella la
pittura, ma le due arti si trasformano in coppia, Mapplethorpe fotografa
come ritraesse, Hopper dipinge come fotografasse.

L'utopia di DailyKos a cosa porta, a 6 miliardi di blog ciascuno con un
solo lettore, il suo autore? Se guardate cosa i blog mettono online, al
99% trovate articoli di giornali, testi di riviste, conferenze, saggi.
Perché nell'informazione la rivoluzione non è mai tecnologica, ma sempre
di contenuti. Finché Gutenberg stampa Bibbie in latino poco male, è
quando i torchi a stampa le riproducon o tradotte in volgare che comincia
l'era nuova.

Siate appassionati dai blog o dai giornali, dunque non guardate alla
forma: è nel contenuto che dobbiamo perseguire, con coraggio e passione,
il nuovo. E siamo in ritardo.