Errata corrige su: vuoto telecom e sensibilità

A correzione di quanto da me affermato in precedenza, ho appreso che la
campagna Telecom non è stata realizzata dalla Armando Testa, bensì dalla
Young & Rubicam.

Colgo l'occasione per dire la mia sui linguaggi e l'efficacia della
comunicazione pubblicitaria, rispondendo così direttamente a L.Venturini:
non credo che il fine (il fatturato) giustifichi i mezzi, soprattutto in
un ottica di medio-lungo termine. Il primo obiettivo di una campagna
istituzionale e non di prodotto è quello di creare o migliorare il
goodwill vs.una data azienda, di modo che le sue scelte successive siano
pregiudizialmente apprezzate dal target.

Ora, affidarsi a delle pagine vuote per sottolineare la propria
essenzialità (lo aveva fatto, tra gli altri, anche Agnesi con la
pastasciutta!) colpisce sicuramente l'attenzione, come del resto qualsiasi
espediente grafico di impatto (anche una pagina tutta nera, o una pagina a
puntini, etc.), ma se all'attenzione si associa la percezione di fastidio,
sarà con fastidio che si guarderanno le successive comunicazioni di
prodotto.

A me, come già affermato, sembra che la Telecom risenta di una vera e
propria crisi di identità istituzionale (in bilico tra monopolio e libero
mercato) e ciò finisce per riflettersi sulla sua immagine.

Saluti e buon lavoro a tutti.

Massimiliano Martiradonna.