Esiste la catena del valore delle dotcom?

Salve miei cari listaroli.

Mentre vi arrovellavate a cercare il motivo dell'insuccesso delle internet
companies, vi è mai capitato di imbattervi nella catena del valore?

Ovviamente sì, I suppose. Infatti, non solo è uno strumento analitico
molto utile, ma è anche uno dei più usati per progettare e valutare le
strategie aziendali.

Io stesso, con la mia tesi sull'internet banking e le strategie bancarie
di accesso al canale on line, non potevo esimermi dall'affrontare la
lettura del libro di Porter in cui viene spiegato la logica di
funzionamento di questo strumento.

Subito dopo, apro un "simpatico" giornale (AziendaBanca, specializzato
appunto nei problemi strategici e operativi delle banche), sul quale trovo
un articolo del Prof. Scott, che tutti conoscerete come il collaboratore
all'edizione italiana di Marketing Management, Bibbia del marketing di
Kotler. Scott, citando alcune fonti peraltro vicine a Porter, afferma che
bisogna stare attenti a non farsi prendere la mano dall'abitudine ad usare
la catena del valore anche nella new economy, soprattutto perchè nei
business di oggi occorre un'organizzazione più flessibile.

Dal basso della mia esperienza e delle mie conoscenze, a questo punto mi
sono chiesto:

Perchè scrivere una cosa del genere se non si propone un nuovo modello?
Perchè non proporre un modello più flessibile (tra l'altro, la catena del
valore, nelle parole di Porter è già uno strumento flessibile, basta non
fermarsi all'applicazione che ne fà l'autore in tempi e settori
industriali un po' differenti da quelli d'oggi)?

Bene, mi dovevo liberare di questo fardello e l'ho fatto. Ora sta a voi
dire cosa ne pensate e proporre una catena del valore di una dotcom o
anche di un'azienda che ha integrato il canale on line (io ne ho fatte già
un paio, se qualcuno fosse interessato a confrontarsi o sapesse se c'è
della bibliografia, non deve fare altro che contattarmi)

Ciao a tutti


Gianfranco Gabrieli
g.gabrieli@libero.it
338/8531420