Etica ed economia

Ero rimasto un po' perplesso quando ho letto l'intervento di Paolino,
soprattutto - davvero - per il soggetto "Etica ed Economia a confronto:
"Il sito a me me lo fa mio nipote!".

L'etica mi era sembrata un tema "caldo" e mi ero stupito che fosse posto
(almeno nel soggetto) in questa lista.

Poi nella discussione, in concreto quindi, l'ho ritrovato solo in parte
(l'etica) e poi l'ho vista allontanarsi a favore di argomenti più
auto-referenziali, più connessi specificatamente a noi e quindi forse e
appunto meno etici.

A me il problema etico sembrava quello sintetizzato anche da Francesco
Oleni:


professionista: facciamo così così così perchè funziona è bello etc etc...

cliente: no ma a me piace così perchè lui ce l'ha così, fa figo e al mio
capo piace il fuxia

profe: ma veramente

sintesi.del.cliente: pago io quindi zitto

sintesi.del.prof: alla fine paga contento lui... però che rabbia...


Dunque: alla fine paga lui e quindi contento lui....

Quanti consulenti e/o agenzie di comunicazione, sono capaci di NON dire:
"alla fine paga contento lui... però che rabbia..."?

Cioè se vogliamo parlare di etica (e non di associazioni di garanzia
qualitativa o di fasce di età che pesano numericamente :-)) credo sarebbe
sensato/coerente parlare di scelte individuali e non di generiche classi
di appartenenza (professionali o generazionali).

Vediamo e leggiamo di un declino o quantomeno di una stasi nel progredire
della ns. economia e quindi nella ns. capacità di fare (italia).
Sappiamo di una tasso di crescita italiano inferiore a quello della media
europea.
Eppure c'è ancora gente che siccome paga il cliente, va bene tutto, anche
il fuxia.

Minchia!
Come se dai quadri, dagli intermedi, dagli operativi, dai consulenti,
dagli account, dai copy, dai creativi, dalle addette alla ricezione, dai
responsabili marketing in aziende b2b, dai grafici, dai programmatori e
dai responsabili edp, non dipendesse effettivamente la realtà che viviamo.

Come se la comunicazione fosse un aspetto secondario, da affidare ai
nipoti (neanche ai figli).
Incredibile, davvero.

Confermo quindi la ricetta della sofferenza, poco compresa da questa lista

  • direi - come modalità di sviluppo per le imprese italiane.
  • Io ho quasi smesso (di fare questo mestiere) e leggendovi vi chiedo: ma
    davvero dipende dagli altri il cambiamento?

    Auguri

    Gabriele Lenzi