Fatevi pagare

Ho seguito con interesse il post su cosa guardiamo in tv.
Mi pare che i programmi non piacciano molto.

Ora parliamo di internet. Attualmente la mia home page
è www.supergiornale.it, da li mi sposto su giornali e riviste anche
internazionali (l'inglese lo conosco, col francese e
lo spagnolo dopo un po' ci prendi), poi coltivo qualche
interesse personale: un' occhiata per vedere le novità di
gandalf, qualche analisi macroeconomica, ecc. (gli
interessi variano nel tempo).

Tuttavia ho la sensazione che la maggior parte del traffico
in rete interessi siti erotici, calendari, suonerie e loghi per cellulari,
e se proprio si vuole una botta di cultura si fa una visita al sito della
trasmissione tv del momento (saranno
famosi, grande fratello, ecc.)

Perche' siamo caduti così in basso? La risposta e' nel
modello di fruizione che abbiamo dei due mezzi: GRATIS
Una tv commerciale non si preoccupa della qualita' dei suoi programmi; non
vende qualita', vende audience. I programmi
servono a colmare il vuoto tra una pubblicita' e l'altra raccogliendo e
intrattenendo il maggior numero di spettatori-consumatori possibile.
Una tv scadente e' il prezzo che paghiamo al nostro desiderio
di gratis. Se volessi buttarla in politica potrei dire che un altro prezzo
di film e tette gratis e' il presidente del consiglio; abbiamo MEDIASET
gratis tutto l'anno e vuoi che non gli diamo
uno straccio di voto?

Adesso ci siamo ostinati a volere internet gratis, e l'intasamento di
pop-up, banner che se la spassano sullo schermo e qualcosa
in piu' delle tette ne e' la naturale conseguenza con tanti saluti al
permission marketing. Non contano i contenuti ma il numero di impression.
In questo momento mi accorgo che molti dei miei preferiti non hanno nessun
banner, e non so se questa sia una buona notizia.
Alla new economy non crede più nessuno, perciò niente puo'
essere gratis per sempre.

NEANCHE LA MUSICA. Qui mi collego ai post su cd rom tassati
e musica in rete e sono d'accordo con Bronjanigo: