Ferrari pret a porter

Questo mio intervento prende spunto da una recente affermazione del nostro
Presidente del Consiglio (a proposito di crisi Fiat) che, per quanto se ne
dica, in fatto di marketing e pubblicità la sa lunga.

L'affermazione in questione ha destato in tanti un certo sconcerto (perché
toccava il sancta sanctorum Fiat) ma per molti altri è stata motivo di
seria riflessione.

Già in passato, attraverso questa lista, si è cercato di analizzare i
motivi della crisi del settore auto e di quella che è stata per anni
l'azienda simbolo dell'Italia produttiva, nonché di ipotizzare soluzioni
possibili.

L'ipotesi buttata lì (neanche tanto) dal Berlusconi imprenditore era di
cancellare il marchio Fiat (che evoca ormai solo insuccesso e mediocrità)
per trasferire la produzione di auto medie sotto il prestigioso e sognato
marchio Ferrari.

Il paragone con quanto da decenni già fanno gli stilisti più
rappresentativi del Made in Italy per me è stato inevitabile.

Da quando, anni fa, Armani & co. hanno lanciato il pret a porter nonché
seconde e terze linee di abbigliamento, il fatturato di queste firme si è
decuplicato.

I designer di moda hanno in pratica "democratizzato" ciò che fino a quel
momento era inaccessibile ai più, trasferendo il loro inconfondibile stile
anche su altre linee minori (per processo di produzione), pur mantenendo
l'alta moda, tradizionalmente "artigianale" e destinata a pochi
fortunati.

La Ferrari realizza oggi solo fuoriserie in "tiratura limitata" ed è al
top d'immagine grazie allo strapotere in Formula 1, non credo quindi che
trasferendo il suo know how anche su altre linee intaccherebbe il brand.
Autovetture minori per cilindrata e prezzo darebbero a molti l'opportunità
di sfoggiare il mitico cavallino rampante sul cofano, senza spendere una
fortuna.

Ad esempio, i roadster sono amatissimi dall'utenza giovane (penso a quelli
accessibilissimi marcati MG o alla Z3 di BMW), e non potrebbe essere
diversamente (se non di più) se ne venissero realizzati col marchio
Ferrari.

A voi ulteriori considerazioni.

Saluti.

Titti Zingone