fiera virtuale: le opportunità

Salve a tutti,

Fabio Metitieri:

Scherzi a parte.... 3D o no (e sul 3D, in embrione
da anni, si potrebbe aprire un dibattito ad hoc...
qualcuno si ricorda del servizio di desk tridimensionale
lanciato da Echo nel '98, per esempio?), l'informazione
e i contatti per la stampa o per i clienti non riescono
a diventare virtuali. L'on line aiuta, e molto,
il lavoro fatto di persona alla fiera, ma non puo'
sostituirlo.

Nessuno ha detto che la fiera virtuale deve essere una manifestazione
sostitutiva di quella reale. Non a caso io ho parlato di "integrazione".
La fiera reale ha indubbiamente dei vantaggi (come il contatto umano,
certo), così come quella virtuale ne ha altri, che a questo punto varrebbe
la pena sviscerare.

Di seguito tenterò di elencarne alcuni (prendendo come spunto la già
citata Neoexpo):

1) la ovvia visibilità di ogni azienda espositrice all'interno di una
manifestazione a) pubblicizzata, b) senza limiti di tempo (perché la fiera
dura tutto l'anno), c) barriere geografiche (perché è visitabile da tutto
il mondo)

2) i costi ben più contenuti di una fiera reale (e nel caso di Neoexpo si
parla veramente di un decimo dei costi) ...A questo proposito, la tanto
demonizzata tecnologia 3D, consente cmq di realizzare a costi contenuti
del materiale multimediale qualitativamente d'effetto e quantitativamente
molto "visitato"...Quanto costerebbe x un'azienda realizzare e duplicare
una serie di video così fatti??? E quante persone li vedrebbero davvero?

3) Rispetto a qualsiasi "vortal" o "verticalnet" la fiera virtuale offre
una formula chiara ed efficace alle aziende per essere presenti sul Web.
Molto più tangibile ed efficace anche del banner. Lo dimostra il successo
di Pagine Gialle On Line, che di fatto realizza dei mini-siti (o
mini-stand virtuali) raccogliendo gran parte degli investimenti
pubblicitari sul web delle aziende italiane. E una fiera aggiunge la
specializzazione, l'esposizione multimediale, l'internazionalizzazione e
una serie di servizi ad hoc.

4) La fiera virtuale consente di realizzare una "exhibition metaphor" che
rende l'applicazione comprensibile sia agli espositori che ai visitatori.
In fondo dal Mac a Windows sono state proprio le metafore (vedi la
"desktop metaphor") a far diffondere le applicazioni presso le aziende e
gli utenti finali.

4) La fiera virtuale realizza uno spazio molto più simile ad un
marketplace rispetto ad una fiera reale. Le informazioni e il tempo per
assimilarle sono maggiori; maggiore e più puntuale è il CONFRONTO che si
può fare fra le offerte delle varie aziende; maggiori possono diventare,
di conseguenza, le possibilità di concludere affari.

Inoltre non dimentichiamo che anche se il contatto fisico è importante, l'
E.MAIL sta diventando una forma di interazione tra le aziende di enorme
importanza. I contatti attivati via e.mail da uno stand virtuale possono
ancora più facilmente tradursi in occasioni di business, con maggiore
continuità rispetto ai 5 giorni di una fiera.

Un argomento molto interessante riguarda inoltre le opportunità che la
fiera virtuale può offrire alle PMI, dove il problema della net-economy
("net", non "new" economy) ha dimensioni ancora enormi.

Due considerazioni:

1) Con fatica le PMI hanno capito che devono in qualche modo essere
presenti sul Web, ma una volta fatto il loro sito, come possono sperare
che qualcuno vada a visitarlo tra miliardi di altri siti? Nel WEB lo stand
virtuale può diventare una estensione del sito aziendale. Spesso può
essere più spettacolare e multimediale perché messo a punto da società
specializzate in "esposizioni virtuali". La stessa azienda può collegarlo
al sito e utilizzarlo per il proprio marketing nazionale ed
internazionale. In attesa che decolli quantitativamente l'e-commerce, lo
stand virtuale è comunque un oggetto tangibile che giustifica
l'investimento delle aziende anche solo a fini promozionali (in fondo si
affianca alle pagine pubblicitarie e agli stand tradizionali).

2) Una fiera virtuale di settore può rappresentare uno dei pochi poli on
line che realmente "catalizzano" le attenzioni di una grande quantità di
PMI. Quale migliore "luogo" per cominciare ad implementare un'attività di
educational sulla net-economy?

L'abilità sta, come nel caso di Neoexpo, nell'offrire alla piccola azienda
espositrice, non solo l'acquisto di un mero spazio virtuale ma anche
l'acquisizione di una visione del mercato più completa: sia quello di
settore, che quello di Internet. Come? Attraverso ad esempio
l'organizzazione di seminari, corsi e convegni on line x le aziende
espositrici, distribuiti su tutto l'arco dell'anno (concentrati in pochi
giorni, come in una fiera reale, non avrebbero la stessa efficacia),
oppure progetti educational che si avvalgono di tecniche di e-book e di
e-learning...Tutte iniziative volte a diffondere, con un po' di
concretezza e un po' di costanza, la cultura della net-economy tra le PMI.

Mi scuso x la lunghezza del messaggio.

Giorgia Vezzoli
IT Account
Chiappe Bellodi Srl