Fine della liberta' di espressione!

Dopo l'appello lanciato da Peacelink (www.peacelink.it) qualche giorno fa
e riportato anche in questa lista , ecco arrivare l'approvazione del
Senato della legge non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale "Nuove
norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5
agosto 1981,n.416" che oltre a dimostrare l'incompetenza (in materia Internet)
del legislatore impone una tale rigidita' a tutto cio' che viene
liberamente pubblicato in rete da mettere la parola FINE alla nostra
"liberta' di espressione"!

Il testo integrale e' riportato sul sito del Senato,
http://www.senato.it/parlam/le ggi/messaggi/S4985a.htm

La prima "mazzata" arriva proprio nell'articolo 1, comma1 (definizione e
disciplina del prodotto editoriale):

1. Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il
prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su
supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla
diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche
elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con
esclusione dei prodotti discografici o cinematografici.

Ecco fatto. Fine dell'Internet come libero canale di espressione e
comunicazione!

Naturalmente al prodotto "editoriale" vengono applicate le varie
disposizioni.....come riportato al comma 3 dell'articolo 1:

3. Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’
articolo
2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al
pubblico con periodicita' regolare e contraddistinto da una testata,
costituente elemento identificativo del prodotto, e' sottoposto, altresi',
agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948

Ma che fine hanno fatto i Diritti dell'uomo, inteso come "cittadino del
mondo" e non solo come cittadino italiano? Mi sto riferendo alla
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo, articolo 19, "Ogni
individuo ha diritto alla liberta' di opinione e di espressione incluso il
diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di
cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e
senza riguardo a frontiere."

Ritengo di avere il diritto di esprimermi anche e soprattutto attraverso
una tecnologia che, riconosciamolo, contiene nel suo DNA questa liberta',
senza dover necessariamente trasformarmi in una "testata editoriale",
perche' non ho la pretesa ne' la finalita' di essere tale. Era necessaria
una struttura imponente, con macchinari per la stampa e complesse
redazioni, fino all'arrivo dell'Internet, per poter divulgare opinioni e
informazioni. Era necessario avere un sostegno economico (anche da ricavi
per vendita di pubblicita') per mantenere tutta la struttura, prima dello
sviluppo dell'Internet. Era necessario, dunque, essere "potenti" (o avere
qualche potenza alle spalle) per diffondere al pubblico informazioni,
opinioni e notizie, con una "testata" giornalistica assolutamente in
regola con la legge.

Il problema, con l'Internet, e' che se voglio pubblicare una mia opinione
prendo uno spazio gratuito (es.geocities), scrivo tutto cio' che penso
(per il semplice fatto che voglio condividere con altri un pensiero) e
se inserisco i giusti TAG magari qualche motore di ricerca portera' nella
mia pagina qualche persona incuriosita.....TUTTO QUESTO SFUGGE DAL
CONTROLLO, ecco il problema con l'Internet. E non e' solo la pedofilia a
preoccupare il legislatore, ma il CONTROLLO dell'informazione.

Senza l'Internet la liberta' di espressione era limitata alla POSSIBILITA'
di divulgare l'informazione, e le "testate clandestine" erano limitate a
piccole e ristrette zone geografiche (vedi volantinaggio), e senza
appositi macchinari per la stampa non era comunque possibile pubblicare e
diffondere migliaia di copie, c'erano dunque dei limiti STRUTTURALI.

Con l'Internet tutto questo e' cambiato, non ci sono limiti di spazio, di
tempo, di struttura e di costo alla liberta' di DIFFUSIONE del pensiero e
dell'informazione. QUESTO, temo sia il problema, piu' che la pedofilia.

Anche lo stato italiano tenta di ingabbiare l'Internet e di ottenerne, in
qualche modo, il controllo.

Possiamo davvero pensare che sia una legge basata sull'incompetenza o
dobbiamo cominciare a temere che ci sia in atto un tentativo di ottenere
il CONTROLLO delle informazioni veicolate attraverso l'Internet?

In Birmania una legge del 1996 sull'informatica obbliga ogni proprietario
di un computer a dichiararne il possesso all'amministrazione, pena 15 anni
di reclusione in carcere. Con altre leggi di questo genere probabilmente
ci avvicineremo alla censura in atto in molti paesi del Mondo, come la
Cina, Cuba, l'Iran, la Bielorussia......dove i rispettivi governi
detengono spesso il controllo dell'accesso a Internet (provider statali
o...quasi) impedendo l'accesso a siti ritenuti "pericolosi" e la
diffusione di informazioni. Vista la situazione credo che anche
all'Italia farebbe bene qualche grido tipo "Hack the Planet!".......

(c'e' un interessante rapporto di Reporter Sans Frontieres sulla censura
su Internet, seguite il link http://www.rsfitalia.org/ e cliccate sulla
sezione "I venti nemici di Internet").

Non mi dilungo oltre perche' credo che ognuno di noi arrivera' alle
proprie conclusioni, e non vorrei che il mio sembrasse un argomento "OT"
visto che in questa lista dovremmo parlare di marketing!

Riportiamo allora questa legge nel nostro ambito professionale ed
analizziamone le conseguenze nella comunicazione aziendale attraverso
Internet e prendiamo un esempio, il sito della Barilla,
http://www.barilla.it

Da uno primo sguardo direi che c'e' una forte supremazia editoriale, la
ricetta del giorno, il magazine, la newsletter....a questo punto la
testata "BARILLA " (o Barilla.it, questa e' una roba che dovrebbero
decidere i nostri legislatori) ha tutti i parametri necessari per
rientrare in una testata editoriale. Credevamo di mangiare pasta, e
invece leggevamo un giornale....EHEHEHEH!

Cosa fara' la Barilla? Nessun problema, naturalmente, perche' ha le spalle
piuttosto larghe. Ma che dire della povera "BULLONI BRAMBILLA", che aveva
pensato di pubblicare un aggiornamento settimanale sulle novita' e le
tecniche di avvitamento ed uso dei bulloni? Il povero Brambilla si
districhera' nei nuovi garbugli legislativi o, piu' semplicemente,
chiudera' il tutto con un cartello "SORRY, SIAMO FUORI-LEGGE"?

Se la "napsterizzazione della giustizia" (vedi mio recente post) mi aveva
fatto ben sperare, questa legge annulla tutti i precedenti entusiasmi e mi
riporta bruscamente alla realta'. Ancora una volta manca il buon senso,
ancora una volta passa in sordina una legge che rischia di privarci di una
liberta' che la tecnologia, finalmente, ci consentiva di sfruttare
realmente: la liberta' di espressione.

Forse anche questa mailing list dovra' diventare una "testata" e tutti noi
saremo dei free lance.....o, piu' semplicemente, verranno spostate al di
fuori dei confini italiani tutta una serie di attivita' troppo
"editoriali" per vivere su server italiani!

E' questa la soluzione?
Ai posteri l'ardua sentenza!

Sempre piu' e-sterefatta,
Simonetta