Giornalisti venduti, e ancora motori

Ciao a tutti,

Mah... di fronte a certe argomentazioni (della pera,
avrebbe detto mia nonna) non so se ridere, o chiedere
rettifiche e scuse a nome della categoria. Vabbe',
rispondiamo seriamente.

Umberto Santucci:

A metà circa c'è l'articolo redazionale, ancora distinto dagli articoli
giornalistici, ma molto somigliante ad essi, al punto tale che un
lettore poco smaliziato potrebbe confonderli.

Be', non sono firmati e si specifica che sono a cura
del settore pubblicita', almeno sulle riviste che
conosco io. Di solito sono anche raggruppati in
un'apposita sezione e le pagine hanno un colore diverso.
Piu' distinti di cosi'.... E si trovano non tanto su Sorrisi
e Canzoni, ma di solito su riviste specializzate, dove il
lettore, te lo assicuro, non e' di certo fesso o poco
preparato.

Ma siamo sicuri che gli articoli
"normali" siano sempre esenti da pressioni?

Se la rivista e' seria, si'. Comunque, leggi con
spirito critico e te ne accorgerai, non e' difficile.

Anyway, non avanzare accuse striscianti e generalizzate
per coinvolgere tutto e tutti nel tuo "Elogio della disonesta'".
Grazie.

Se fosse dotato di un fondo con cui
potesse comprare i dischi e recensire quelli effettivamente scelti da
lui,

Se telefoni a un editore e chiedi un prodotto (parlo di libri
ma non credo che per i dischi sia molto diverso, dato che
il prezzo di copertina e' piu' o meno lo stesso) "scopo
recensione", te lo spedisce aggratis, anche se poi la
recensione decidi di non scriverla. Io ho sempre fatto cosi'
e non c'e' affatto bisogno di un fondo.

Siccome invece riceve alcuni dischi dalle case discografiche, con i loro
bravi comunicati stampa, recensisce i dischi che riceve,

La maggior parte dei libri che spedisci alle redazioni
(lo dico dalle due parti della barricata, come autore e
come recensore) non vengono affatto presi in considerazione.
In compenso, a volte spuntano fuori recensioni che non
nessuno ha mai sollecitato.

E ti diro' di piu'. E' opinione di molti editori (potrei
citartene parecchi, grandi e piccoli) che per i libri
le recensioni abbiano un'influenza molto ridotta
sulle vendite. Quindi non si sbattono molto con i possibili
recensori. Anzi, quasi per nulla. Di solito non hanno neppure
un indirizzario di giornalisti per un determinato argomento.
Magari, ogni tanto ci corrompesse qualcuno.....
;-)

Ci sono riviste tecniche e di categoria i cui articoli sono talmente
condizionati dalle inserzioni, che le inserzioni sono perfino più
interessanti degli articoli.

Certo, le schifezze ci sono ovunque. Esistono anche
riviste dichiaratamente o quasi di comunicazione (ma
hanno in ogni caso un'utilita' e il diritto di esistere
senza essere accusate di disonesta').

Ma, di nuovo, qual e' il tuo gioco? Giustificare il
pescivendolo che ti da' il pesce puzzolente perche'
anche il salumiere ti vende il prosciutto con i bordi
un po' secchi? Guarda che in questi casi una brava
massaia come me cambia negozio....

Il gioco però è di conservare una certa attendibilità che permetta di
far passare un articolo "pagato" per un vero servizio giornalistico.

Accc.... ma hai l'etica di un varano di komodo, tu?
L'importante e' fregare ma senza farsene accorgere, e
tanto tutti fanno cosi'?

Be', nelle riviste per le quali ho scritto io finora
(che sono quattordici o quindici, dalle "main stream" da
700 mila copie alle iper-specializzate con distribuzione
controllata di 10 mila copie; quindi tra tutte un buon
campione), nessuno fa pressioni sui giornalisti e
nessuno vende il pesce che puzza. Gli articoli sono
articoli e la pubblicita' e' pubblicita'. In ormai
7 anni e mezzo che pubblico (di cui piu' di 5 a tempo
pieno), anche sforzandomi potrei citarti solo due episodi
di "pressione" (peraltro molto leggera) che mi sono
successi. Eccezioni che confermano la regola, direi.

Evidentemente tu sei riuscito a selezionare e a leggere
solo le porcate.

E mi pare che si invochi la stessa cosa per i motori. Si facciano
pagare, ma facciano finta di fare ricerche "obiettive".

Non si invoca affatto questa cosa. Direi piuttosto:
si facciano pure pagare, ma mi forniscano in ogni
caso (e nelle prime posizioni) i link che rispondono
alle mie ricerche. Se cosi' e', sopporto anche un po'
di pubblicita' a fianco o sopra, se evidenziata come
tale e se non rompe. Se e' intelligente e mirata,
magari la clicco pure. Altrimenti no, e cambio motore.

E la validita' di un elenco di risultati e' qualcosa
di molto oggettivo e concreto, che si verifica facilmente.
Per esempio con ricerche di prova su argomenti che si
conoscono a fondo. Ma fare finta non e' facile.

La verità è che finora i motori non funzionano molto bene, e danno
risultati un po' a caso, che se non sono attentamente spulciati da un
esperto del ramo, sono pressoché inutili.

Tutti inutili? Di nuovo, si giustifica il peggio dicendo
che tanto non c'e' via migliore?

Non e' vero. Molti motori (diversi in periodi differenti)
danno/hanno dato buoni risultati, anche se nessuno di
loro e' o potra' mai essere perfetto (e in futuro lo
sara' sempre meno).

o di ricercatori esperti. Ma questi sono
professionisti sul mercato, liberi di farsi pagare dal migliore
offerente.

Certo, se le ricerche le fa un esperto (che deve essere
esperto piu' della materia che dei motori, Imo),
vengono meglio. Ma questo e' vero in qualsiasi caso, non
solo per i motori. Tra l'altro, non mi pare di aver
visto uno strepitoso decollo del mercato del lavoro
per gli information broker, in Italia o altrove. Ma
questo e' un altro discorso, e sarebbe molto lungo.

Passando ad altri:

Paolo Vanossi:

Terrorismo psicologico? Si tratta di una svolta radicale per Google. In
questi giorni sto studiando la nuova piattaforma per motivi di lavoro.
Per ora sono certo solo del fatto che il criterio di ranking dei
risultati cambierà completamente. Nulla a che vedere con l'AdWords per
intenderci.

Non so. I commenti che ho letto io in merito hanno
un taglio diverso e non parlano di svolte epocali
nel ranking, ma solo nella politica di mercato, volta
a rubare spazio a Overture and C. Cfr. anche quanto
scritto qui da Massimo Moruzzi e da Stefano Govoni.
Vedremo.

D'altra parte non so cosa rispondere a Michele Boschetti:

beh, caro Fabio, forse non usiamo
gli stessi DNS ed io digitando www.etc.etc finisco su dei mirror dei
succitati, perche' da mesi Google non mi da un risultato decente, e se
voglio cercare qualcosa seriamente devo andare su Overture (almeno
questa e' la mia esperienza ...... )

Io uso quotidianamente Google da molto tempo e per
diverse ore al giorno, non sempre su argomenti informatici
(ogni tanto cerco anche io cazzate varie), e non mi
ha mai deluso, finora. O meno degli altri. E saltuariamente
confronto i suoi risultati con Hotbot e, per le pagine
italiane, con Arianna e con Janas.

Ancora Vanossi:

Ne ho la prova diretta, visto che negli ultimi
anni ho pianificato campagne su tutti i maggiori motori internazionali,
eccetto Google (diciamo i primi dieci? gli altri non contano...).
Chiunque abbia acquistato spazi pubblicitari su di loro credo possa
confermare

E gia' dal tuo "tutti" eliminiamo Google. E gli Inktomi
(Hotbot, Yahoo, Aol, Msn, ecc.)? E il vecchio Northern
Light?
;-)

Anyway, scrivi un commento dettagliato sul tutto, di certo
qualcuno te lo pubblica. Purche' i colpevoli nel tuo elenco
non siano i gia' soliti noti di cui si sa che fanno pay per
ranking, perche' in tal caso non avresti detto nulla di
nuovo.

Maxbeta:

I motori specializzati (settoriali) non sono
in grado di fare spidering (anche perché farlo per un solo settore
sarebbe fortemente antieconomico) e le directory con inserimenti
selezionati da persone, crescono ad un ritmo estremamente più lento
rispetto alla Rete.

Antieconomico? Forse oggi, ma domani sara' sempre piu'
antieconomico spiderare tutte le pagine. Gli indici
specializzati per area geografica (Europa e Giappone,
per esempio) li fa gia' Inkotmi da un paio di anni.
Sono impazziti?

Quanto alle directory, gia' ora (in effetti da prima
dell'esistenza dei motori) per i diversi settori si
segnalano e si usano anche le collezioni di link e
documenti (a volte non sono neppure directory) allestite
da appassionati e da cultori della materia. Certo,
le operazioni tipo Virgilio, con directory "global"
(almeno per il materiale in italiano) fatte da redattori necessariamente
non esperti, che classificano tutto,
dalle ricette di cucina ai manoscritti alle bocciofile,
senza ovviamente saper selezionare, non hanno piu' senso.

Ma da un certo punto di vista, Imo, si ritornera' in
parte alla Rete dell'era pre-motori, che era disegnata
dalle directory (file txt distribuiti in anonymous Ftp,
ve li ricordate?) scritte dai vari Krol, Bailey, Scott,
St George....

I motori si useranno ancora per trovare la home page dei
compagni di liceo, forse, o le foto delle tette della
Ferrilli di turno, e sempre di meno per fare ricerche su
argomenti "spessi".

E per le aziende o i prodotti, forse, qualcuno riuscira'
a imporre motori o directory che, sponsorizzati o no,
daranno risultati decenti, come le Pagine gialle. Ma
specializzati solo su quello. Sottolineo: forse. Finora
non ci e' riuscito nessuno, mi pare.

Comunque, chi ha mai detto che i motori sono proprio
indispensabili per tutto? Si stava benissimo anche senza...
;-)

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)